Istat: inflazione all'1,9% Prezzi contenuti o crollo dei consumi?

Il dato diffuso dall'istituto ha scatenato nuove polemiche. Associazioni dei consumatori sul piede di guerra: denunciano l'inattendibilità delle cifre.

Di chi è la colpa se l'inflazione, secondo l'Istat, nel mese di gennaio si è attestata sull'1,9%? E di chi è il merito? Dipende dalla prospettiva da cui si legge il dato. Se lo si vede dalla parte dell'offerta, come hanno fatto Confcommercio, Confesercenti, Federalimentare, è merito delle rispettive categorie, che grazie a un “virtuoso” comportamento, sono riusciti a contenere i prezzi alla produzione. Contenimento che, inevitabilmente e automaticamente, si è scaricato sui prezzi al consumo. Anche la Cia, la Confederazione italiana agricoltori, Coldiretti e Confagricoltura vedono un contenimento dei prezzi dalla parte dell'offerta. Senza gli stessi trionfalismi, però. Sì, perché se sono stati gli agricoltori a contribuire in modo determinante sul contenimento dei prezzi, significa che gli stessi hanno visto diminuire i propri già scarni introiti. Fino a far parlare di “deflazione nei campi”, come ha fatto la Coldiretti.
Altra prospettiva se il dato viene letto dal lato della domanda. Quello stesso 1,9% diventa infatti “allarmante”. Sono le leggi economiche a non lasciare molto margine alle interpretazioni: se i prezzi non aumentano molto, è perché gli italiani non consumano. A dare questa lettura sono Cgil, Cisl e Uil. E anche la Confindustria, che per voce del vicepresidente Andrea Pininfarina ha spiegato come un'inflazione che scende perché manca una spinta propulsiva dell'economia, non sia un dato positivo.
E cosa ne pensa la categoria che più di ogni altra dovrebbe gioire di fronte a un dato positivo rispetto all'aumento dei prezzi, vale a dire i consumatori? Loro, non ci stanno. Le associazione che ne difendono gli interessi vanno giù duro con i commenti. L'Adiconsum mette in dubbio la veridicità, o forse la scientificità, del dato, replicando che & quot;se l'inflazione fosse stata effettivamente all'1,9% non si sarebbe assistito al drastico calo dei consumi”. “Prima o poi le famiglie si stuferanno delle prese in giro dell'Istat che con i suoi dati fa perdere credibilità all'istituto” gli fa eco Intesaconsumatori, che riunisce Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori.
Insomma, la solita guerra di cifre e polemiche che si scatena ogni volta che l'Istat diffonde un dato sull'inflazione anche stavolta è andata in scena. Un dato, quello sull'inflazione, verso cui sono particolarmente sensibili i cittadini italiani in questo momento. Soprattutto quelli che, come gli anziani, spesso non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese.

Fonte:www.tuoquotidianoi.it

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