Istat, la Finanziaria beneficerà 16 milioni di famiglie

Con le riforme contenute nella prossima Finanziaria, circa 16 milioni di famiglie dovrebbero trarre vantaggi dalla riforma dell'Irpef integrata dagli assegni familiari, ricevendo 263 euro in più all'anno. Mentre 4,8 milioni sarebbero svantaggiate con una perdita di 400 euro annui. Ma circa 140 nuclei familiari usciranno dalla soglia di povertà.

è il risultato di una simulazione effettuata dall'Istat con i primi dati della manovra, sempre che siano confermati dal voto in Parlamento. Lo ha spiegato il presidente dell'Istat, Luigi Biggeri, in un'audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

La Finanziaria quindi non prevede alcun beneficio per le famiglie italiane a bassissimo reddito. “Ci sono 4 milioni di italiani che percepiscono un reddito inferiore ai 700 euro il mese – ha detto Biggeri – Sono le famiglie più povere e non usufruiscono dei benefici”. Per loro, ha suggerito il presidente dell'Istat, “servono misure alternative, mi rendo conto non facili, ma che vanno individuate”.

& lt;P>In particolare, dei 4 milioni di lavoratori a basso reddito, ha precisato ancora Biggeri, “circa 1,5 vive in famiglie in condizioni di disagio economico”. Si tratta sia di giovani con redditi da lavoro autonomo, sia dipendenti a tempo determinato. Tuttavia questo non significa che la Finanziaria non comporti alcun vantaggio per le famiglie povere: con gli interventi previsti, ha spiegato Biggeri, “si ridurrebbe la povertà relativa, grazie all'uscita di circa 140.000 nuclei familiari da queste condizioni”.

Secondo le stime Istat infatti “il decimo di famiglie più povere vedrebbe aumentare il proprio reddito familiare disponibile dello 0,8% e quelle a reddito basso e medio basso avrebbero un aumento del reddito disponibile pari a oltre l'1%”.

“Il nuovo livello di stima delle entrate tributarie per il 2006 porta la pressione fiscale al 41,4% del Pil”, ha detto ancora Biggeri spiegando che questa stima è “più alta di due decimi di punto rispetto alla previsione di luglio e più alta di otto decimi di punto rispetto al consuntivo 2005″.

Il presidente dell' Istat ha poi dato una valutazione generale sulla situazione economica: “Nel corso della prima parte dell'anno il recupero dell'attività produttiva ha mantenuto ritmi moderati ma ha coinvolto gran parte dei settori industriali e dei servizi. Dopo un momentaneo aumento dell'incertezza all'inizio dell'estate, i segnali più recenti sono orientati positivamente e sembrano indicare che la ripresa economica si poggia su basi abbastanza solide”.

Il che però non significa che nel secondo trimestre 2006 si avranno entrate straordinarie analoghe a quelle del primo: “Nel secondo semestre del 2006 le entrate fiscali si ridurranno rispetto al primo semestre, cioè non ci sarà un uguale aumento”. “Non si può capire – ha aggiunto – se l'andamento troppo forte del primo semestre è temporaneo”.

Fonte: Mia economia

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