Italia, risparmiatori col freno tirato

Aumenta il risparmio finanziario delle famiglie italiane. Ma i risparmiatori del Belpaese diventano più accorti, rischiano meno e puntano sugli strumenti meno speculativi.

Questo uno dei dati salienti della relazione annuale del governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio. Se si prendono, infatti, come riferimento le famiglie consumatrici, le imprese individuali fino a 5 addetti e le istituzioni sociali private si può vedere come la somma complessiva messa negli strumenti finanziari è passata dai 69 miliardi del 2003 ai 74 miliardi del 2004.

Passando quindi dal 3,2 al 3,6% del Pil, anche al netto della perdita del potere d'acquisto per l'inflazione. Su tutti: i depositi bancari o postali, + 38 miliardi di euro, le obbligazioni bancarie, +35 miliardi, mentre i titoli pubblici hanno registrato acquisti per 17 miliardi contro i 38 miliardi di cessioni del 2003.

“Nel complesso – sottolinea la relazione – gli investimenti in depositi, obbligazioni bancarie e titoli pubblici italiani hanno rappresentato il 73% del flusso di Attività finanziarie, un valore notevolmente superiore alla media dell'ultimo decennio”.

Le famiglie hanno invece ceduto obbligazioni emesse da imprese, azioni, partecipazioni e quote di fondi comuni per 32 miliardi a fronte di acquisti per 30 miliardi nel 2003, lasciando invariato al 31% il peso di queste sul complesso delle attività finanziarie: peso che è diminuito, invece, al 6,5% per le attività finanziarie estere (il flusso, in questo caso, è calato a 1,2 miliardi).

In crescita anche il fronte dei debiti, +12,4%, che ha raggiunto i 380 miliardi. Ma l'espansione è concentrata nel medio-lungo termine, spinta dalla elevata domanda per l'acquisto dell'abitazione: domanda sempre in crescita se si calcola, come fa Banca d'Italia, che i prestiti bancari per l'acquisto di abitazione sono saliti nell'ultimo decennio dal 5 al 14% del Pil.

Fonte:MiaEconomia

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