Italiani, formiche sotto il mattone

Le famiglie sono più ricche ma solo perché si comportano sempre più spesso come formiche: mettono da parte i guadagni, senza lasciarsi andare alle spese. Una ricchezza che, tuttavia, si concentra nelle mani di pochi. Questa la fotografia scattata dal Censis e che emerge dall'ultima indagine “Italiani fra patrimonio e reddito”.



Secondo il centro studi, infatti, dalla metà degli anni novanta il patrimonio delle famiglie è aumentato in media del 5% annuo (fino cioè a 7.700 miliardi di euro), grazie soprattutto all'accumulazione dei risparmi e alla rivalutazione degli immobili di proprietà. Ma a mettere da parte sono solo le famiglie già ricche. Tanto che negli ultimi 10 anni la quota di patrimonio totale detenuta da questi nuclei (che rappresentano il 5% del totale) è passata dal 27% al 32% della ricchezza totale.

Un fenomeno che il Censis spiega come una dicotomia tra il “sommerso e l'evasione fiscale” e dall'altra con lo “scambio tra consumo e risparmio”: le famiglie sono, cioè, sempre più attente negli acquisti e rimandano le spese più impegnative.

E i numeri lo confermano. I depositi in banca e le attività finanziarie di risparmio sono aumentati proprio tra il 2002 e il 2003 (+6%) e nell'ultimo anno (+8%), quando la spesa per consumi è stata meno evidente.

Gli italiani hanno quindi risparmiato solo per investire nella casa. I dati sul mercato immobiliare mostrano, infatti, che più dell'80% delle famiglie dispone di un'abitazione di proprietà, circa il 13% di una seconda casa e il 4,5% di altri fabbricati.

In particolare, nel 2004 si sono registrati circa 870.000 atti di compravendita, per un valore di 132 miliardi di euro. Mentre nei primi cinque mesi del 2004, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, il Censis stima che sia stato acquistato il 36% in più di case per vacanza (88.000) e 44.000 altri tipi di immobili non destinati ad abitazione principale.

Infine, secondo il segretario generale del Centro studi, Giuseppe De Rita, c'è anche un'altra componente che caratterizza i comportamenti di spesa degli italiani, vale a dire un “problema antropologico”. Ognuno di noi tende alla sicurezza personale e alle esigenze proprie e della famiglia. Tanto che aumenta il risparmio negli immobili, titoli, banconote e nella casa come sicurezza personale.

Fonte: MiaEconomia

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