La bolletta? se la porta via il vento

“L'Enel ha già provveduto al collegamento ed entro giugno sarà tutto pronto. Così potrò iniziare a sfruttare il vento. Ne ho già perso abbastanza”. Ancora pochi giorni e Sandro Ottonello, autoriparatore di Borzoli, frazione in provincia di Genova, potrà vedere in funzione il primo impianto eolico privato della sua regione. Un impianto, costruito vicino alla sua casa di campagna e alla sua officina, che consentirà una produzione energetica annua di 25mila kw/h.

L'investimento, secondo una prima stima, è stato di circa 60mila euro. “I conti si faranno alla fine ” spiega Ottonello ” anche perché il progetto è del tutto nuovo. Per rientrare dalle spese, però, i tempi non saranno certo lunghi”.

L'energia prodotta servirà solo in minima parte per i consumi familiari e lavorativi, la quantità in eccesso verrà rivenduta e il guadagno sarà tutt'altro che trascurabile. I gestori, come ad empio l'Enel, pagano un prezzo anche tre volte superiore ai normali costi di erogazione.

Casa e officina di si estendono su una superficie complessiva di 600-650 metri quadrati, la media del fabbisogno energetico annuo è di circa 3000-3500 kw/h. A soddisfarlo quasi del tutto ci pensano già impianto termico e pannelli fotovoltaici e, al di là di una piccola integrazione, il surplus prodotto verrà messo sul mercato. Quella di Pietro Ottonello è una passione per la tecnologia e le energie alternative che va avanti da oltre 20 anni e che ora finalmente incontra meno ostacoli: “Il Protocollo europeo sulle rinnovabili ” spiega l'autoriparatore – ha reso molto più semplici progetti che prima non erano convenienti dal punto di vista dei costi e per i numerosi adempimenti burocratici necessari”.

Certo, Pietro Ottonello, ha dalla sua ben 70mila metri quadrati di terreno a disposizione ma, precisa, “esistono macchine di soli due metri di diametro. Piccoli impianti che però, se messi tutti insiemi, possono fare la differenza”. Quanto al suo progetto, non può essere certo considerato di piccole dimensioni, vista la torre di metallo di 15 metri e il rotore bipala di 12. Ma l'autoriparatore rispedisce al mittente le riserve sull'impatto ambientale che un tale impianto potrebbe determinare: “E' molto più dannoso l'impatto dei cavi telefonici, di media tensione o di illuminazione pubblica”.

Alice Cercone

Fonte: Mia Economia

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