La Borragine

Vogliamo parlare di Borago Officinalis, ovvero della Borragine, una pianta che cresce nell'area mediterranea, sia spontaneamente sia coltivata. Viene coltivata principalmente perche' bella, o meglio perche' da aprile fino all'autunno regala splendidi fiori blu a forma di stella. Ma viene coltivata anche perche' l'olio che si ricava dai suoi semi viene utilizzato in fitoterapia. Prima di spiegare le virtu' di quest'olio dobbiamo fare un passo indietro.


Girovagando per la rete abbiamo notato che intorno a questa pianta c'e' ancora un po' di confusione – e non dovrebbe essere cosi'!
Fiori e foglie della borragine sono tossici – ma non l'olio ricavato dai semi. La tossicita' e' dovuta alla presenza di alcaloidi pirrolizidinici, sostanze che possono danneggiare il fegato e sono cancerogene. Questa informazione e' riportata anche sul sito del Centro Clinico Medicina Naturale che fa riferimento all'AUSL 11 (Empoli/Valdelsa Valdarno) della Regione Toscana. Dunque perche' la maggior parte delle informazioni reperibili on line non ne fa parola? Probabilmente perche& apos; questa pianta per secoli e' stata considerata pianta officinale senza macchia. Invece qualche macchia c'era e c'e' e va giustamente segnalata onde evitare spiacevoli conseguenze. Del resto tale tossicita' dichiarata, non riguardando l'olio di borragine, non significa rinnegare l'utilita' di alcune sostanze in essa presenti.
Sin dall'antichita' la borragine veniva utilizzata a scopo curativo, in particolare foglie e fiori per problemi respiratori – azione espettorante e tossifuga – come diuretico e per favorire la sudorazione. In generale era – ed e' – nota per le sue proprieta' emollienti ed antinfiammatorie – proprieta' che caratterizzano anche e soprattutto l'olio di cui sopra. Da qui la diffusione di infusi, decotti e tinture ricavati da foglie, fiori e in generale dalla porzione aerea della pianta.
Questo anticamente… ma oggi in rete ritroviamo gli stessi consigli e le stesse modalita' di utilizzo di una pianta considerata potenzialmente tossica. Tanto per ribadire il concetto riportiamo quanto indicato sul sito del Centro Clinico Medicina Naturale: ” La pianta della Borragine non deve essere piu' utilizzata a scopo curativo, ne' come infuso ne' come succo o tintura madre. Sconsigliabile anche l'uso in insalate “. Gia', perche' la borragine faceva capolino anche in cucina, sia cruda sia cotta.
Preso atto di quanto sopra, l'obbiettivita' vuole che, come si e' sottolineata la pericolosita' di succo ed infusi, allo stesso modo si evidenzino invece i benefici dell' olio estratto a freddo dai semi di borragine.
Quest'ultimo non contiene alcaloidi ed e' invece “ben fornito” di acidi grassi polinsaturi. L'olio di borragine e' una delle principali fonti naturali di acido gamma-linolenico – GLA – e acido linolenico, sostanze molto importanti per il nostro organismo, precursori delle prostaglandine che partecipano al processo di rigenerazione dei tessuti cellulari – soprattutto del tessuto cutaneo – e che sono coinvolte nelle reazioni infiammatorie – allergiche. L'acido gamma linolenico interviene anche regolando la perdita d'acqua nello strato corneo della cute; questo consente alla pelle di svolgere al meglio la sua funzione di barriera protettiva del nostro corpo. L'olio di borragine dunque, agendo sulla traspirazione e l'elasticita' della pelle, risulta utile per contrastare l'invecchiamento cutaneo. In generale, riequilibrando l'azione secretoria delle ghiandole sebacee, l'olio esercita un'azione protettiva sulla pelle. Viene utilizzato in particolare per:
- prevenire e trattare dermatiti da contatto ed atopiche
- orticarie
- dermatiti seborroiche infantili
- contro la disidratazione della pelle
- integrare la cura di malattie infiammtorie croniche, intestinali e del connettivo
- sindrome premestruale
Si evidenzia inoltre che ad oggi non sono stati segnalati effetti collaterali dovuti all& apos;uso dell'olio di borragine.

Fonte: Al Naturale

Condividi questo articolo