LA CERTIFICAZIONE UE PER LA COSMESI BIOLOGICA E NATURALE è ALLE PORTE

Il 2008 sarà l'anno di svolta per la definizione di uno standard unico e condiviso in materia di cosmesi naturale e biologica. A giugno il via alla normativa Ue.


Il primo passo verso la definizione chiara di quello che è un prodotto di bellezza realmente biologico o naturale sarà l'introduzione di un protocollo comunitario. Questo dovrebbe avvenire a giugno, portando a compimento lo sforzo che i vari enti di certificazione europei stanno compiendo per armonizzare i rispettivi disciplinari volontari. La tappa successiva, prevista per la fine di quest'anno, sarà la messa in pratica del dispositivo legale per tutto il comparto del no food biologico e naturale. Un passo importante per un mercato che non sarà più solo parallelo ai prodotti alimentari, e che offrirà una nuova prospettiva di sviluppo non solo commerciale ma anche per gli organismi di certificazione.

E' facile prevedere come le mosse nel nofood bio, riproporranno quanto già avvenuto con la certificazione Ue degli alimenti biologici. In Gran Bretagna, ma lo stesso avviene anche negli Usa, e con volumi diversi anche qui in Italia, oramai sono molti i marchi storici del settore che cercano di intercettare la sempre più sviluppata attenzione dei consumatori per la fascia di prodotti “naturali” o “biologici”.

Di conseguenza, in parallelo, è tutto un proliferare di “marchi” e definizioni che però non riescono ad offrire precise garanzie per gli acquirenti, ma che ingenerano piuttosto confusione, quella stessa che poi diventa un ottimo pretesto per screditare il settore. Ed ecco la necessità di uno standard europeo, di un protocollo condiviso e unico che possa spazzar via fumose “etichette” che non garantiscono alcunché.

Secondo quanto riporta Organic Monitor, che da qui in avanti svilupperà momenti di studio sull'impatto di questa nuova certificazione e sulle potenzialità di un settore ben regolamentato e controllato, si risolverà la frammentazione di “marchi” pseudo naturali, si colpirà l'industria che utilizza quantità risibili di ingredienti certificati e si favorirà la possibilità di sviluppi globali, ad esempio tra Ue e Usa, dove le differenze e il numero di standard hanno sempre precluso la possibilità di ampliare il mercato.
Fonte: www.greenplanet.net

Condividi questo articolo