La doccia? …Un altro punto di vista!

Diffìcile immaginare che i nostri genitori e i nostri nonni si lavassero una volta alla settimana, nella vasca della cucina o in una tinozza. Oggi è normale farsi una doccia più volte alla settimana, anche tutti i giorni. E non perché si sia particolarmente sporchi, ma piuttosto per la piacevole sensazione di sentirsi puliti e rinfrescati. Oggi non ci si sporca veramente più, al massimo si suda praticando sport, facendo giardinaggio o svolgendo un lavoro particolarmente impegnativo.

La doccia ha fatto la sua apparizione nel XIX sec., in Francia: l'acqua veniva spinta verso l'alto da una pompa a pedale; il sapone, invece, risale a molto tempo prima. Un'antica leggenda romana racconta che furono delle donne addette alla pulizia a scoprire il sapone, casualmente, 400 anni prima di Cristo, quando si accorsero che le vesti trattate con grasso animale, cenere di legna ed acqua piovana, risultavano più pulite. In realtà, alcune tavolette d'argilla di origine sumera testimoniano che il sapone fosse già conosciuto ben 2.500 anni prima di Cristo.

Un ponte tra l'acqua ed il grasso

Al mattino la doccia risveglia, alla sera, prima di coricarsi, riscalda e distende. Alcuni preferiscono farla fredda, altri tiepida o calda, ed il sapone ha progressivamente lasciato il posto a prodotti specifici per la doccia, dalle profumazioni più svariate. Fino alla II guerra mondiale, si conosceva unicamente il normalissimo sapone “naturale”, anche se in questo caso il prodotto non si trova in natura. Il sapone è un grasso, vegetale o animale, cotto con della soda. Come tutti i tensioattivi e detergenti è in parte solubile in acqua ed in parte nei grassi. Utilizzando quindi sostanze di scarto, grasso e cenere, si getta un ponte tra grasso ed acqua, col risultato che le sostanze grasse e lo sporco presentì sulla pelle possano essere lavate via. Nonostante ciò, se l'acqua utilizzata è dura, cioè ricca di calcio, il sapone che ha un pH molto elevato, con l'aiuto dell'acqua calda, tende a far precipitare il calcare, che si deposita sulla pelle, andando così ad alterare la sua naturale protezione acida, che la protegge dai batteri e da altre insidie. Per questo motivo sono da preferirsi tensioattivi neutri, dal pH prossimo a quello della pelle.

La pelle è sgrassata

A causo di questo limite, appena descritto,del sapone, sono molto diffusi, oggi, detergenti che non contengono sapone, i cosiddetti “saponi non saponi”. Questi, purtroppo non rimuovono solamente il grasso e lo sporco indesiderato, ma anche il grasso cutaneo. Per questa ragione il potere sgrassante di un prodotto per la

doccia è ancora più importante del suo pH. La pelle protegge il corpo dalle influenze esterne, agenti atmosferici (vento, sole, freddo) e agenti biologici (funghi, batteri, ecc.). Questa funzione protettiva è soprattutto a carico dello strato superficiale dell'epidermide, costituito da cellule cornee, circondate da grasso cutaneo con funzione di legante. Lavandosi regolarmente con acqua e “sapone”, la pelle diventa sicuramente pulita, ma perde altresì la sua protezione lipidica naturale. Anche l'acqua della doccia rimuove i grassi cutanei, così da permettere un più veloce impoverimento dello stato naturale di idratazione cutanea. Possono trascorrere anche sei ore prima che la pelle abbia ricostruito il suo strato protettivo naturale. Da qui la buona norma igienica, di utilizzare dopo la doccia una crema o un olio e, per lavarsi, prodotti che “sgrassino” il meno possibile.

Molta schiuma?

Molti prodotti per la doccia vengono definiti “dolci” per la pelle, tuttavia non è sempre facile dare a questo termine il suo giusto valore. Esistono infatti svariate formulazioni e grandi differenze d'azione sulla pelle. La maggior parte dei prodotti per la doccia contiene tensioattivi. Alcuni sono molto sgrassanti, altri meno. I prodotti contenenti tensioattivi a base di zucchero e di proteine sono oggi fra quelli più “gentili” verso la pelle. Al tempo stesso “dolci” ed “efficaci”, sono costituiti da materie prime di origine vegetale e sono biodegradabili. Qualità ancora troppo rara fra i prodotti di largo consumo.

è spesso ritenuto, che la qualità di un prodotto per la doccia sia direttamente proporzionale alla quantità di schiuma che produce. Sciocchezze! Una schiuma abbondante significa unicamente che il prodotto è ricco di tensioattivi e di agenti molto potenti, che sgrassano fortemente la pelle. Per evitare problemi cutanei, buona norma è quella di utilizzare prodotti contenenti oli vegetali. Si adattano ottimamente alla pelle e non esercitano quell'azione di disturbo, presente invece negli oli di derivazione minerale. Inoltre, irritazioni cutanee sono spesso causate da profumazioni, conservanti e coloranti di sintesi. Pure largamente impiegati. Per ridurre questo rischio e possibile indirizzare la propria scelta verso prodotti a base di ingredienti naturali. La certificazione BDIH garantisce che il prodotto risponde ai più seri requisiti di qualità richiesti ai prodotti naturali.

Un respiro profondo

In tutte le culture la cura del corpo è sinonimo di salute e benessere. I trattamenti per il corpo sono regali rivolti a sé stessi. Condizionati dai numerosi appuntamenti e dalla mancanza di tempo, spesso non troviamo un momento per fermarci e tornare in noi con un profondo respiro.

Godersi un trattamento Non ci vuole poi molto! Già piccoli gesti possono aiutarci a sintonizzarci con noi stessi: sono sufficienti, per esempio, pochi minuti in più al giorno per farsi una doccia! Vivere e godersi questo momento, invece di pensare agli impegni da affrontare durante la giornata.

< b>Quale doccia preferite?

C'è chi la preferisce al mattino per iniziare la giornata con una sferzata di energia e freschezza, e chi invece la preferisce di sera per lavare via stress e stanchezza. Il modo in cui viviamo il momento della doccia dipende molto da ciò che percepisce il nostro olfatto.

Esso attiva nel nostro cervello la parte in cui nascono le emozioni. Le fragranze raggiungono direttamente l'anima e il corpo dell'essere umano: possono vitalizzarci, calmarci o rasserenarci. Conosciamo tutti quanto un profumo possa ricordarci una situazione vissuta in passato, riuscendo a evocare in noi le stesse emozioni provate in quel particolare lontano momento. Grazie alle calibrate composizioni di oli essenziali, le Docce cremose Weleda agiscono su spirito e corpo. Ognuna con le sue proprie caratteristiche specifiche: vitalizzanti, rinfrescanti o armonizzanti. Tutte con una caratteristica in comune: sono formulate con tensioattivi naturali derivati dallo zucchero, che detergono la pelle con delicatezza, mentre i pregiati oli di olivello e di sesamo, ricchi di acidi grassi saturi ed insaturi, la trattano preservandone il naturale equilibrio idrolipidico, garantendo una piacevole sensazione di morbidezza e setosità.

Olivello spinoso, una sferzata di energia

Con la sua briosa composizione di oli essenziali di agrumi maturati al sole, la Doccia cremosa all'Olivello spinoso < FONT color=#000000>Weleda stimola, attraverso l'olfatto, corpo e spirito. L'aroma di arancia vivacizza i sensi, quello di mandarino li armonizza, la fresca fragranza del pompelmo crea un profumo che regala buon umore e una piacevole sensazione di equilibrata energia.

Rosa mosqueta e rosa damascena Per ritrovare una naturale armonia tra corpo e spirito, ecco la Doccia cremosa alla' Rosa mosqueta Weleda. Mentre si diffonde nell'ambiente il delizioso profumo del puro olio essenziale di petali di rosa Damascena, l'intero Essere si rigenera. L'olio estratto dai semi della rosa mosqueta, coltivata biologicamente in Cile, è ricco di sostanze bio- attive ed è efficace per restituire alla pelle morbidezza ed elasiticità.

La fragranza del limone

Una delicata pulizia ed una rinnovata energia con la Doccia cremosa al Limone Weleda. L'aroma frizzante di arance e limoni è l'aiuto ideale per chi al mattino fa fatica a “riprendere il via”.

Tratto da: Notiziario Weleda  N° 87

 

Condividi questo articolo