LA DONNA E IL SUO RUOLO NELLA SOCIETà

Non solo fiori… IN OCCASIONE del giorno di San Valentino e della festa della donna, i negozi di fiori vengono ogni anno letteralmente inondati da una marea di uomini intenzionati a comprare fiori per le loro donne.

 Ma in realtà quanti apprezzano davvero il ruolo che queste donne, così coccolate dai loro amanti, hanno all'interno della società? Gli stessi uomini che le riempiono di fiori, che le corteggiano, che le amano, non sono favorevoli al loro inserimento nel mondo dell'economia e della politica, almeno per quanto riguarda i ruoli di comando, perché la donna deve essere ancora l'angelo del focolare che si occupa della casa e dei figli, rinunciando a una sua autonomia economica per la carriera del marito. A questo proposito il 15 dicembre è stata nostra ospite i la presidente della Commissione Pari Opportunità, la dott.ssa Germana Goderecci, per spiegare qual è il “vero” posto che occupa la donna nella società odierna. Attualmente la donna continua ad avere un ruolo ancora abbastanza marginale all'interno della politica italiana, basti pensare che il Parlamento (quello del governo appena passato) è composto solo per il 9,8% da donne deputate. Nel lavoro la discriminazione è ancora più forte. Durante la seconda Guerra Mondiale le donne facevano gli stessi lavori degli uomini che in quel momento erano a combattere. Dopo la guerra queste donne furono respinte e rimandate ai lavori domestici e quelle che continuarono a lavorare venivano pagate il 40% di meno rispetto agli uomini nelle fabbriche, e il 60% nelle campagne. Tina Anselmi, partigiana e democristiana, lavorò affinché si cancellasse questa discriminazione, ma un vero passo lo abbiamo fatto con la legge 125 del 1991; infatti, fino a quel momento per le donne il contratto di lavoro conteneva la clausola di nubilato che le impegnava a dimettersi in caso di gravidanza. Anche oggi la donna viene licenziata più dell'uomo perché l'impresa, basata sul principio dell'utile, vede nella donna un soggetto che produce di meno perché gode di più permessi rispetto agli uomini a causa dei figli e delle gravidanze. Se poi la donna in questione ha un titolo di studio basso e viene dal sud Italia è ancora più penalizzata e rischia più degli altri di essere licenziata. Un dato positivo però è il forte aumento di “imprese rosa” sul territorio provinciale teramano, nate grazie ai fondi del Comitato per la promozione dell'imprenditoria femminile della Camera di Commercio. In Abruzzo 1 imprenditore su 5 è donna e gestisce soprattutto aziende agricole e artigianali e in totale sono 365.151 le aziende guidate da donne. Tuttavia, secondo un'indagine ISFOL, il 39% delle donne che svolgono dei ruoli dirigenziali in Italia non hanno carichi familiari, il 18% è single, il 10% è sposato senza figli e l'11% ha figli ma non ha carichi famigliari. Ciò significa che ci sono altri problemi, perché le donne oltre ad essere lavoratrici sono anche madri, figlie e mogli: 1 su 5 abbandona il lavoro dopo la gravidanza, in quanto il 37% dei bambini in Italia non trova posto negli asili, e quando queste donne vogliono rientrare nel mondo del lavoro trovano molte difficoltà. A questo proposito la consigliera della Regione Abruzzo, Maria Rosaria La Morgia ha proposto l'istituzione della “Banca del tempo”. Ma i problemi continueranno ad esistere sempre se non si comincerà davvero a guardare verso le donne come persone intellettualmente capaci e utili all'interno della società. Cadia Colancecco IV A Socio-Psico-Pedagogico

Fonte: Il tempo.it

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