La famiglia italiana in cifre

In forte aumento sono le convivenze e i matrimoni civili, questi ultimi passati da uno su cinque a metà degli anni novanta a oltre uno su tre di oggi: il 37% al Centro-nord e il 18% al Sud e nelle Isole. Nei grandi centri urbani il numero dei matrimoni civili supera da tempo quello dei matrimoni religiosi. E, inoltre, la scelta di regime di separazione dei beni ha superato numericamente quella della comunione.


Ancora: la quota di persone che rimangono definitivamente single o che convivono senza mai sposarsi rimane, in Italia, più bassa rispetto al complesso dei paesi occidentali.
“E' innegabile che, nonostante alcune specificità continuino a caratterizzare il nostro Paese”, si legge nel Rapporto, “il modo di fare famiglia sta attraversando una fase molto dinamica, che riguarda soprattutto l'Italia centro-settentrionale, mentre il Sud mantiene comportamenti molto più tradizionali (rispetto a incidenza di matrimoni civili, convivenze, scioglimento delle unioni e matrimoni successivi)”.
A questo quadro di trasformazioni va poi aggiunto il fenomeno dei matrimoni di stranieri e misti: uno su dieci. Si tratta di numeri ancora bassi, anche se destinati a salire se l'afflusso di immigrati in Italia continuerà ai ritmi attuali.
Infine, nelle coppie miste, nel 58% dei casi l'uomo è italiano e la donna straniera, mentre le donne scelgono più raramente un partner straniero (solo il 16%). Gli uomini italiani sposano prevalentemente donne dell'Europa centro-orientale e sudamericane, mentre le donne italiane si uniscono con gli uomini di origine nordafricana.

Rosanna Dassisti

Fonte: Giuseppe Gesano, Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del Cnr, Roma, tel. 06/49932825, e-mail: g.gesano@irpps.cnr.it

www.almanacco.rm.cnr.it/ articoli.asp?ID_rubrica=1&nome_file=03_18_2007

Condividi questo articolo