La Legge non ci tutela abbastanza dall'inquinamento acustico delle nostre case

“Il controllo del rumore nei nostri edifici non è un requisito secondario, ma essenziale, come anche richiesto dalla Direttiva europea 89-106 sui prodotti da costruzione”. E' quanto dichiara Valeria Erba, Presidente ANIT, Associazione nazionale per l'isolamento termico e acustico, sottolineando che la recente norma UNI che propone la prima classificazione acustica degli edifici in Italia, non stabilisce parametri migliorativi rispetto ai precedenti previsti dalla Legge che stabiliva i requisiti acustici passivi degli edifici. Secondo tale Legge del '97 il cittadino avrebbe diritto di rivalersi del 20% del valore dell'immobile nel caso in cui non vengano rispettati, dai costruttori, i parametri previsti.

Con un emendamento al DPCM '97, secondo cui si è richiesto al Governo un riordino della materia acustica, tale diritto è stato di fatto sospeso generando un caos normativo e determinando gravi conseguenze sulla salute dei cittadini e dell'ambiente circostante.

Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente, sottolinea che “questo vuoto legislativo crea gravi ripercussioni sul tema dell'inquinamento acustico e, più in generale, sulla qualità degli edifici e dell'abitato. Questo provvedimento non è che l'ennesima proroga ad una norma ambientale che porta l'Italia a fare un passo indietro invece che migliorare”.

I risultati di alcune autorevoli ricerche condotte dall'OMS, l' Organizzazione Mondiale della Sanità, tracciano un quadro preoccupante su quelle che sono le patologie maggiormente coinvolte a causa dell'inquinamento acustico e della costante esposizione al rumore. Migliaia di persone nel mondo si ammalano di danni uditivi e muoiono di attacchi cardiaci a causa dell' incessante rumore metropolitano, fonte di inquinamento acustico.

Esso provoca ogni anno in Europa 210.000 decessi legati a malattie cardiache. I rischi per la salute si riscontrano già al raggiungimento dei 35 decibel, mentre oltre i 65 decibel si osservano danni psichici e neurovegetativi. Con esposizioni progressivamente maggiori ai 65 decibel si riscontrano danni diretti al sistema uditivo e se esposti a 160 dBA si ha l'immediata perforazione del timpano. Gli effetti sanitari, indotti da una eccessiva esposizione al rumore, si identificano in: disturbi acuti o cronici all'apparato uditivo, disturbi del sonno e del riposo, disturbi dell'apprendimento e dell' attenzione, interferenza nella comunicazione verbale.

Effetti extrauditivi dell'esposizione prolungata al rumore:

Apparato cardiocircolatorio: ipertensione, ischemia miocardica

Apparato digerente: ipercloridria gastrica, azione spastica sulla muscolatura liscia

Apparato endocrino: aumento della quota di ormoni di tipo corticosteroideo

Apparato neuropsichico: quadri ansiosi con somatizzazioni, insonnia

Affaticamento: diminuzione della vigilanza e della risposta psicomotoria

Per questo è fondamentale fare informazione attraverso iniziative quali la Campagna Isolando, prima campagna nazionale di informazione e sensibilizzazione sull'importanza dell'isolamento termico e acustico degli edifici patrocinata dal Ministero dell'Ambiente, Cittadinanzattiva, Legambiente, ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), ANACI (Associazione Nazionale Amministratori di Condominio) e KyotoClub.

2010 – redattore: GA

Fonte: helpconsumatori.it

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