La moglie in ufficio, il marito a casa

Non sono molte le coppie dove è la moglie che va a lavorare, mentre il marito rimane a casa a badare ai figli. In Svizzera sono solo il 2%. è questo il risultato di un indagine svolta dall'ufficio di studi sulla politica sociale e del lavoro di Berna (BASS) e pubblicato dall'Ufficio federale di statistica (Ufstat).

Lei porta a casa lo stipendio, lui si occupa delle faccende domestiche. Se questo è il prototipo della coppia moderna, in Svizzera resta un'eccezione.

La maggioranza delle coppie infatti – circa due terzi – segue ancora il modello di famiglia tradizionale, in cui il marito lavora tutto il giorno, mentre la moglie si divide tra figli e aspirapolvere.

La ricerca pubblicata dall'Ufstat mette in luce come la parità tra donna e uomo è lungi dall'essere acquisita. In particolare fra le mura domestiche.

Chi pulisce la casa?

Nel corso degli ultimi decenni la partecipazione delle donne alla vita professionale e al finanziamento del budget famigliare è aumentata. Altrettanto non si può dire per quella degli uomini alle attività domestiche.

Secondo lo studio, soltanto il 12% delle coppie svizzere suddivide più o meno equamente i doveri domestici. In questo caso entrambi i partner lavorano perlopiù a tempo parziale.

Anche nelle coppie dove entrambi i partner lavorano a tempo pieno ” il 28% in Svizzera – le faccende domestiche vengono svolte in prevalenza dalla donna. Solitamente queste coppie non hanno figli.

Mancanza di sostegno

Le coppie in cui entrambi i partner lavorano a tempo parziale sono tuttavia ancora rare, appena il 2%. Stessa percentuale per quelle “alla rovescia”, ossia dove è la donna a lavorare a tempo pieno mentre l'uomo sta a casa.

Secondo Margret Bürgisser, sociologa e coautrice dello studio, il ribaltamento dei ruoli non è comunque un obiettivo politico al quale ambire. Dal punto di vista delle parità dei sessi questa situazione non rappresenterebbe un passo in avanti per la società.

In Svizzera, aggiunge Bürgisser, le condizioni del mercato del lavoro e la mancanza di strutture di sostegno ” come mense scolastiche e dopo scuola ” non facilitano il lavoro a tempo parziale.

Svizzero tedeschi più aperti

La collaborazione degli uomini alle faccende domestiche è maggiore nelle coppie che non seguono regole sociali tradizionali. Ad esempio quelle consensuali, quelle senza religione o quelle formate da persone di diverse nazionalità.

Altre differenze si notano a livello geografico. Gli uomini svizzero tedeschi ad esempio aiutano più spesso e più facilmente le loro compagne che gli omologhi ticinesi o romandi.

Anche i residenti nelle città sono più aperti alla collaborazione in famiglia rispetto agli abitanti delle campagne, meno avvezzi ad impugnare elettrodomestici o cambiare pannolini. & lt;/P>

I soldi non sono tutto, ma…

Heidi Stutz, coautrice dell'inchiesta, sostiene che molte giovani coppie desiderano un'equa ripartizione degli impegni professionali e domestici.

Ma poiché a causa del prolungamento del periodo di formazione l'entrata nel mondo del lavoro avviene sempre più tardi, chi vuole fare carriera ” e soldi ” difficilmente lo può fare lavorando a tempo parziale.

La pressione sociale affinché almeno uno dei due partner lavori a tempo pieno è forte, dice Stutz. Ciò restringe il campo delle soluzioni alternative. Alla fine il fattore economico è spesso decisivo.

Famiglia “equa”

Uno studio condotto per 10 anni su 30 coppie ha dimostrato che le relazioni di coppia con un'equa divisione dei compiti tra uomo e donna sono più stabili e durature. Il tasso di separazione è più basso e vi sono meno cambiamenti di lavoro e di domicilio.

Anche i ragazzi sembrano apprezzare il modello famigliare “equo”. Da un confronto tra figli di famiglie tradizionali e figli di famiglie moderne è risultato che questi ultimi sono piuttosto scettici verso il modello famigliare dei loro genitori.

Le ragazze intervistate in merito al loro futuro dicono sì di volere una famiglia, ma non per questo intendono rinunciare alla carriera.

swissinfo, Michel de Marchi

Fonte: www.swissinfo.org/sit/swissinfo.html

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