"La patente a punti è sana e vegeta"

“La legge sulla patente a punti è sana e vegeta e non è stata toccata nella sua sostanza. C'è solo questa modifica”. Così il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi ha commentato la sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato parte dell'art. 126 bis comma 2 del codice della strada.

 La Consulta ha infatti stabilito che in caso di mancata identificazione del trasgressore, resta l'obbligo per il proprietario di fornire entro 30 giorni il nome e il numero della patente di chi ha commesso la violazione. Ma se ciò non avvenisse, a carico del proprietario scatterà solo una sanzione pecuniaria (da 343,85 euro a 1.376,55), senza la decurtazione dei punti.

Lunardi si è così dichiarato “soddisfatto della sentenza della Consulta, perché ristabilisce equità”. Il ministro ha infatti definito la norma, nella parte relativa all'identificazione del trasgressore, come ingiusta. Le forze dell'ordine – ha proseguito – devono essere visibili in modo che i controlli abbiano un'efficacia educativa. Per questo motivo Lunardi ha annunciato che sono già all'esame del governo “altre misure per aumentare la sorveglianza e l' identificazione dei responsabili delle infrazioni”, con 1.800 unità delle forze dell'ordine in più che da subito vigileranno sulle strade. Rimane comunque importante – ha ricordato il ministro – il risultato conseguito dalla patente a punti: dal luglio 2002 alla fine del 2004 i morti in incidenti stradali sono diminuiti di 1600 unità rispetto al biennio precedente, i feriti di 45mila e gli incidenti di 55mila.

Resta caldo, tuttavia, il tema sulla sicurezza stradale. Così come precisa Ermete Realacci, esponente della Margherita e presidente onorario di Legambiente. “Restituire i punti a chi, come spiega il giudizio della Consulta, se li è visti togliere indebitamente, è sacrosanto. Ma ” prosegue – bisognerebbe preoccuparsi anche di come restituire sicurezza alle strade italiane.

Ma la sentenza della Corte Costituzionale ha già scatenato polemiche: i consumatori chiedono a gran voce che la modifica della legge divenga retroattiva, ovvero vengano restituiti i punti che sono stati tolti dalle patenti.
Richiesta che se non venisse accettata, metterà sul piede di guerra l'Intesa dei consumatori che prepareranno migliaia di ricorsi ai giudici di Pace. Possibilità già annunciata da Gabriele Longo, co-presidente dell'associazione dei giudici di Pace, che ha parlato di una pioggia di ricorsi che si abbatteranno e andranno ad aggiungersi ai 350 mila presentati nel corso del 2004.
Ma i consumatori, chiedono che il governo sanzioni anche le compagnie assicurative che non hanno abbassato le tariffe Rc auto dopo la diminuzione dei sinistri con la patente a punti (-18%), nonostante gli accordi sottoscritti con il ministro alle Attività produttive, Antonio Marzano.

Intanto è stato già presentato e vinto a Treviso uno dei primi ricorsi sulla patente a punti. L'avvocato che ha avanzato l'azione legale spiega che “già all'epoca dell'entrata in vigore del provvedimento si parlava di incostituzionalità dell'articolo. La Corte ha infatti ricordato che esiste un principio di solidarietà solo in materia di sanzione pecuniaria tra guidatore e proprietario e non in materia di punti che sono personali.

Patrizia De Rubertis

Fonte:MiaEconomia

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