La rete dei farmaci falsi

Il mercato dei farmaci contraffatti sta crescendo. Come evitarli? Basta non comprare online. Per la vostra sicurezza. E perché è illegale. Di Viagra se ne sente spesso parlare: è il nome più ricorrente tra i farmaci falsi venduti online, sequestrati alla dogana o smerciati sotto banco. Ma non è l'unico. Sbaglia chi pensa che il mercato della contraffazione coinvolga solo ed esclusivamente la pillola blu. Contraffatto era anche un farmaco contro il diabete prodotto in Cina così come un antimalarico sequestrato in 40 farmacie della Tanzania nel 2009. Per non parlare di una medicina (Zyprexa) per la schizofrenia acquistata nel circuito distributivo legale inglese nel 2007. Oppure di un prodotto per abbassare il colesterolo (il Lipitor).

Tutti farmaci falsi, nella migliore delle ipotesi a base di gesso o di sostanze innocue. Sì, perché i farmaci contraffatti possono essere di diverso tipo e avere – di conseguenza – effetti differenti: alcuni sono confezionati ignorando le norme vigenti in materia (per esempio senza il numero di lotto, con una data di scadenza falsa oppure privi di foglietto illustrativo). Altri contengono le stesse sostanze del farmaco originale, ma in dosaggio diverso (più alto o decisamente più basso). Altri ancora non contengono nulla.

Esiste anche un'altra tipologia – la peggiore – ovvero che i farmaci contraffatti possano contenere sostanze diverse dal farmaco originale, che con questo non c'entrano nulla. Magari molto pericolose.

Chi compra e perché

Che cosa spinge le persone a navigare in internet alla ricerca di medicine di dubbia qualità? Un'ampia inchiesta condotta in Europa su 14mila uomini dall'azienda farmaceutica Pfizer (quella che detiene il brevetto del Viagra) ha cercato di fare chiarezza sulle motivazioni: alla base di tutto sembra esserci una certa convenienza economica. In molti, infatti, credono che i farmaci acquistati online siano meno cari. Erroneamente. Fateci caso, in alcuni siti i prezzi sembrano addirittura stracciati, ma non si fa cenno alle spese di spedizione: un onere che fa lievitare enormemente il costo.

Altra motivazione: comprando online si salta il passaggio e la prescrizione del medico. E si evita l'imbarazzo legato a un certo tipo di acquisto. Nella maggior parte dei casi, infatti, ci si avventura in rete non per comprare farmaci che curano patologie gravi, ma per le “life-style medicines”, cioè i farmaci usati per migliorare le prestazioni sessuali (vedi Viagra e Cialis), le performance sportive (ormoni anabolizzanti) oppure l'aspetto fisico (anoressizzanti per la perdita del peso o farmaci per le calvizie).

Rischi? Salute e non solo

Se prendete una pastiglia di Viagra comprata online senza principio attivo (e dunque inefficace) vi troverete al massimo a dover fronteggiare una figuraccia. Ma che cosa succede in caso di assunzione di un antibiotico o un antimalarico contraffatto? Si rischia il fallimento della terapia, ovvero che la cura non faccia effetto. Ma non solo.

Se nella pastiglia sono presenti ingredienti pericolosi non dichiarati in etichetta, i danni per la salute si moltiplicano. Fino al pericolo di morte. Guardiamo la cosa anche da un altro punto di vista. Tra le farmacie online solo una parte è legale (quelle autorizzate e controllate da istituzioni nazionali, per esempio in Inghilterra, Olanda e Germania). Le restanti si dividono tra siti illegali che smerciano prodotti contraffatti e siti falsi usati da vere e proprie organizzazioni criminali come esche per rubare, ad esempio, i dati della vostra carta di credito. Volete qualche nome? Canadian Health&Care, VIP Pharmacy, Hoodia Life, HGH Life, My Canadian Pharmacy, International RX: questi siti vengono inviati come spam per entrare in possesso dei dati delle carte di credito degli acquirenti. Pharmacy Express, uno dei siti presumibilmente collegati all'organizzazione criminale “Yambo Financial”, utilizza una presunta farmacia che pubblicizza medicinali a prezzi scontati per rubare le identità digitali dei clienti: le informazione sul sito sono tutte false e, se fate un ordine, non vi arriverà nulla. Non fidatevi poi dei siti che espongono le certificazioni di sicurezza: spesso sono false riproduzioni che non si aprono. Sono solo specchietti per allodole.

L'ultima frontiera del traffico online l'hanno scoperta i carabinieri e i Nas di Catania: un'indagine ha svelato traffici illeciti non solo tramite farmacie online, ma anche in forum e blog. E su Facebook.

Tutto il mondo è paese

Un po' ovunque, la contraffazione è un problema che interessa tutto il mondo. Ma che riguarda in modo massiccio i Paesi in cui i sistemi regolatori sono inefficienti o addirittura assenti (per esempio Asia, America Latina e Africa). è minore (meno dell'1% dell'intero mercato dei farmaci) dove i sistemi di controllo funzionano (in gran parte dell'Europa, Stati Uniti, Canada, Australia, ma anche in Nuova Zelanda e Giappone).

Tranquilliziamo i lettori: in Italia il problema della contraffazione, seppur in crescita, resta comunque molto contenuto e non riguarda assolutamente le farmacie e gli altri canali autorizzati alla vendita dei farmaci, ma solo l'acquisto online. In poche parole: se non comprate in rete, non correte rischi.

Scoperte alla dogana

In prima linea: così si potrebbe definire l'Agenzia italiana del farmaco nei confronti del commercio illegale di farmarci. Per capire meglio le proporzioni del fenomeno, infatti, l'Aifa ha lavorato gomito a gomito con le forze di polizia. Così qualche tempo fa – in quella che è stata definita “Operazione MediFake” – gli agenti hanno bloccato alla dogana alcuni pacchetti provenienti da Cina e India, scoprendo un flusso di prodotti farmaceutici illegali e contraffatti molto più corposo di quanto si pensasse.

L'Aifa non è nuova a queste indagini investigative: già qualche anno fa, con l'aiuto di una società di intelligence informatica, l'Agenzia del farmaco aveva indagato su una serie di farmacie online, palesemente false e con pagine web tradotte in italiano. In quell'occasione erano stati ordinati alcuni farmaci in ciascun sito. Con questi risultati:

· 1 sola delle 30 farmacie online aveva inviato effettivamente il farmaco ordinato.

· 29 siti avevano spedito all'acquirente farmaci contraffatti o copie di generici non autorizzati.

· 40% dei siti presi in esame si era rivelato falso e dedito ad attività criminose, come per esempio il furto dei dati delle carte di credito.

45% dei siti esaminati era localizzato negli Stati Uniti; il 20% in Russia; il 15% in Germania.

Commercio parallelo, grande sconosciuto

Uguali, ma diversi. I farmaci di importazione parallela possono avere confezioni leggermente diverse rispetto a quelli provenienti dal canale tradizionale (come ci segnala il socio nella pagina accanto), ma sono assolutamente legali.

Il farmaco importato viene venduto regolarmente in farmacia e – su bugiardino e scatola – riporta tutte le indicazioni obbligatorie per la legge italiana: ha lo stesso nome, la stessa composizione, la stessa formula e gli stessi effetti terapeutici del “gemello” italiano. Può differire dal punto di vista del packaging.

L'importazione di farmaci in Italia trae origine dal principio di libera circolazione delle merci nel mercato dell'Unione europea: è autorizzata e strettamente controllata dall'Aifa. Per essere autorizzato alla procedura di importazione parallela, un farmaco deve risultare registrato e in commercio in uno Stato dell'Ue.

L'obiettivo dell'importazione parallela è quello di acquistare un medicinale in un Paese comunitario dove il costo è più basso (per logiche commerciali) e rivenderlo in un altro Paese, ottenendo un guadagno sulla differenza di prezzo. In questo modo i consumatori dovrebbero ottenere un prodotto uguale a un prezzo inferiore.

In realtà, però, i vantaggi sono minimi: sia perché i farmaci importati sono pochi (e tutti in fascia C, a carico del cittadino); sia perché la differenza di prezzo, ampia in partenza, si perde lungo la catena distributiva. Dal produttore alla farmacia, la catena parallela si allunga di due passaggi (l'importatore parallelo e il grossista nazionale). Ciascuno influisce sul prezzo finale e riduce la convenienza per l'acquirente.

Fonte: altroconsumo.it

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