La scelta e la famiglia

All'inizio scegliere di prendere la paternità (congedo parentale) assentandomi per alcuni mesi dal lavoro mi sembrava inopportuno, esagerato, impossibile! Perché? Ma come perché? Intanto le possibili ripercussioni sul lavoro (ne parlerò meglio in un altro post). E poi il modello consoldidato è: la mamma a casa ad accudire e allattare la figlia e il papà che continua ad andare in ufficio, semmai cercando di tornare prima per stare insieme al suo tamagogi perchè dopo le 8.00 dorme. Già, ma i modelli spesso non sono appaganti, piuttosto sono facili da indossare, salvo scoprire col tempo che stringono in vita propio dove risiede l'anima.

E se volessi vivere pienamente l'arrivo della creatura? E se penso che mia moglie abbia bisogno del mio aiuto dopo una gravidanza non proprio facile? E se ritengo che la relazione e la presenza del padre con il neonato sia importante quanto quella della madre? Vi garantisco che quando parli con amici e parenti di questa scelta di fare il papà a tempo pieno scopri che è un tabù. L'atteggiamento di molte persone è “ah, vai a fare il mammo!”. Si, perchè lo stereotipo machista non ammette che sensibilità, ascolto, collaborazione e coccole possano essere declinate al maschile. Accudire un figlio a tempo pieno e prendersi una pausa dai combattimenti lavorativi non è concesso all'uomo-guerriero salvo compromettere la sua integrità mascolina e la professionalità. No, io vado a fare il papà.

Io penso, invece, che la triade mamma-papà-figlio sia una relazione negoziale: ruoli e relazioni si definiscono dinamicamente sulla base della personalità e aspirazioni di ciascuno dei 3 componenti e non possono più essere improntanti a modelli, soprattutto a quelli tradizionali in cui vigeva una relazione preferenziale tra mamma e figlio mentre il papà aveva un ruolo secondario. Anche perché questo ha sempre alimentato un solido alibi per i padri per non prendersi le proprie responsabilità, per esempio cambiando il proprio stile di vita per fare spazio al nuovo arrivato.

Comunque alla fine ho scelto di prendere il congedo parentale per 4 mesi, da Giugno a Settembre. Tutto rose e fiori nel prendere questa decisione? No, per niente. Ma delle spine ne parliamo nella prossima puntata.

Per oggi mi fermo qui. A voi la parola.

Di Livio Martucci.< /P>

Fonte:www.humanitech.it

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