L'ALLARME, NUOVA RICERCA DELL'ISTITUTO RAMAZZINI DI BOLOGNA

L'aspartame è cancerogeno anche usato in piccole dosi. L'ALLARME lo avevano già lanciato nel 2005: “L'aspartame è cancerogeno, può indurre tumori maligni”. Ora, lo confermano a gran voce con un nuovo, e piu' dettagliato, studio che mette in guardia sull'uso del dolcificante artificiale, utilizzato in tantissimi prodotti, dalle bevande light ai dolciumi, dalle gomme da masticare ai farmaci, come sciroppi antibiotici per i bambini. I ricercatori della Fondazione Europea Ramazzini, che ha sede a Bentivoglio, in provincia di Bologna, presenteranno in dettaglio i risultati del loro ultimo lavoro il 23 aprile a New York, dove il direttore scientifico, Morando Soffritti, riceverà anche un importante riconoscimento, il premio Selikoff, per i suoi studi sull'aspartame.

Nel 2005, la 'Ramazzini' – fondazione No-Profit impegnata da oltre 35 anni in ricerche per la prevenzione del cancro – aveva puntato i riflettori sui dati sperimentali che “dimostravano la cancerogenicità dell'aspartame”, dopo un lungo studio su 1800 ratti, durato da quando avevano poche settimane di vita fino alla loro morte naturale. Agli animali erano state somministrate quantità di dolcificante tali da similare l'assunzione giornaliera di un uomo. Dalle analisi sui ratti è balzato all'occhio “come l'aspartame causa un aumento significativo di linfomi, leucemie e tumori maligni”. Mentre era in corso quello studio, la Fondazione decise di avviare una nuova ricerca, più dettagliata, che ha interessato oltre 400 ratt ai quali sono state date piccole dosi di aspartame dalla vita fatale fino alla morte naturale.

UN PUNTO DI FORZA, questo, delle analisi delineate dalla 'Ramazzini' che in questi casi sono durate quasi cinque anni. “Rispetto al primo studio – spiegano i ricercatori – è stato evidenziato nelle femmine un aumento dell'incidenza di linfomi e leucemie, dei tumori mammari e un'anticipazione della loro insorgenza”. “Il secondo lavoro – commenta Soffritti – è stato portato avanti con l'obiettivo di consentire un migliore trasferimento dei dati raccolti dai roditori all'uomo, quindi per quantificare i rischi che possono essere provocati dall'uso dell'aspartame”.

LA FONDAZIONE si occupa di “iniziative per la prevenzione dei tumori attraverso la ricerca scientifica”: in questi anni ha studiato la cancerogenicità, per esempio, di benzene, pesticidi e varie tipologie di carburante. I ricercatori hanno deciso di dedicarsi all'aspartame perché è uno dei dolcificanti più consumati nel mondo e utilizzato in oltre 6000 prodotti.

Matteo Naccari
Fonte: il Resto del Carlino
14 aprile 2007 Numero 102

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