Latte Nestlè, il laboratorio assolve la procura indaga: Storace sapeva?

I pm: 'rilevantissime' le dichiarazioni del presidente dell'azienda, che coinvolgono il ministero della Salute La Nestlè supera relativamente indenne l'esame dei laboratori di analisi, ma la vicenda del latte alterato si sposta nelle aule dei tribunali. E gli schizzi, è proprio il caso di dirlo, iniziano a colpire anche il ministero della Salute.


Per l'Istituto superiore della sanità l'Itx, la sostanza chimica scoperta nelle confezioni sequestrate, non risulta pericolosa per la salute: “Il rischio di effetti genotossici in seguito ad ingestione di Itx ” comunicano i laboratori dell'Iss – è assente o trascurabile. Non risultano disponibili informazioni su altri effetti tossici”. Vale a dire: per quanto ne sappiamo non fa male, ma chissà. Verranno infatti effettuati ulteriori accertamenti, anche con la collaborazione dell'agenzia europea per la sicurezza alimentare.
Tossico o non tossico, l'Itx comunque nel latte per i bambini non ci sarebbe dovuto essere. A questo punto le dichiarazioni del presidente della Nestlè, che chiama in causa il ministero della Salute, diventano rilevanti per i giudici. Da Losanna l'uomo al vertice della multinazionale alimentare, Peter Brabeck, ha fatto sapere che il ministero sapeva dell'esistenza delle confezioni alterate: e fin da luglio si era accordato con la Nestlè per un ritiro graduale dal mercato dei prodotti irregolari. Il che, se fosse vero, configurerebbe un reato di negligenza nei confronti di tutti i consumatori inconsapevoli che, nell'attesa venisse ritirato il latte, continuavano ad acquistarlo. Storace ha smentito la versione dell'azienda, annunciando di voler querelare Brabeck; ma alla procura di Ascoli Piceno gli inquirenti fanno sapere di giudicare “rilevantissime” le dichiarazioni del manager svizzero. L'inchiesta del procuratore Franco Ponticelli potrebbe quindi prendere in esame anche questo aspetto della vicenda, oltre all'ipotesi di reato strettamente legata alle violazioni della legge 283 sulla genuinità degli alimenti (ma che potrebbe aggravarsi se si arrivasse a determinare la tossicità della sostanza), e quella riferita ad eventuali ritardi nelle informative alla magistratura.
Lo scandalo rischia di colpire un'altra azienda: la Milupa. Anche nelle sue confezioni di latte per l'infanzia sarebbe stata riscontrata la presenza di Itx. Sempre l'Arpam di Ascoli Piceno ha annunciato, fin dal mattino di ieri, l'imminenza di una nuova ondata di sequestri.
Anche Intesaconsumatori interviene sulla vicenda: l'unione delle associazioni consumeristiche ha chiesto 100 milioni di risarcimento alla Nestlè, e minaccia di adire alle vie legali contro la casa svizzera. A prescindere dalla tossicità o meno del latte alterato.

Fonte: Tuoquotidiano

Condividi questo articolo