Latte per bebè, Altroconsumo: servono nuovi limiti contro contaminanti

Bisogna cambiare la formula di produzione del “latte artificiale”, che deve essere pienamente garantito e sicuro. E quindi sostituire l’olio di palma con materie grasse alternative – a petto che siano adeguatamente controllate – per evitare contaminanti che possono essere pericolosi. Lo chiede Altroconsumo, che ha testato alcuni latti per bebè e ha lanciato una petizione (sono quasi 10 mila le firme finora arrivate) in cui chiede regole più severe e una revisione delle soglie di sicurezza.

“Gli esiti del test – afferma l’associazione – dicono chiaramente che cambiare le formule, sostituendo l’olio di palma con materie grasse alternative, può rappresentare una soluzione efficace per abbattere la contaminazione da 3MCPD, molecole potenzialmente cancerogene, e GE (sicuramente cancerogene). A patto però che anche gli altri grassi usati in sostituzione siano strettamente controllati su questo aspetto. La Commissione europea sta discutendo una definizione di limiti di legge, a nostro avviso inadeguati a tutelare i lattanti”.

“Il latte artificiale può contenere contaminanti pericolosi oltre la dose giornaliera tollerabile”, denuncia Altroconsumo, spiegando che i contaminanti sono i 3 MCPD, molecole potenzialmente cancerogene, e i GE (sicuramente cancerogeni), che derivano dalla raffinazione ad alte temperature degli oli vegetali, in particolare dell’olio di palma, presenti negli ingredienti. Anche l’Autorità europea per la sicurezza alimentare ne ha documentato la rischiosità e dunque “non si può più perdere tempo per determinare nuovi limiti su queste sostanze nocive, e non si può perdere l’occasione di farlo in modo chiaro, severo ed efficace”, ribadisce Altroconsumo, che ha condotto un’analisi su tredici latti artificiali.

“Gli esiti del test sono chiari: i contaminanti sono stati riscontrati in tutti i tredici latti artificiali destinati ai bebè da 0 a 6 mesi tra i più venduti e utilizzati – denuncia Altroconsumo –Un solo prodotto (Crescendo Coop) non supera mai i limiti tollerabili per ciascuna fascia di età. In due casi, Humana 1 e Plasmon Nutrimune 1, la quantità non è preoccupante e sotto la dose giornaliera tollerabile per i bebé di 3-5 mesi, ma il limite è superato per i neonati di un mese. Gli altri prodotti invece superano i limiti di guardia in tutte le fasce di età”. L’associazione chiede dunque di rivedere le soglie di sicurezza sulla base del principio di precauzione.

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