Latte scremato non salutare

Due nuovi studi confermano l'associazione tra latte parzialmente e totalmente scremato e cancro della prostata. Due nuovi studi pubblicati sull'American Journal of Epidemiology hanno mostrato la presenza di una correlazione positiva tra consumo di latte parzialmente e totalmente scremato e il rischio di cancro della prostata, vala a dire, maggiore è il consumo di questo tipo di latte maggiore è il rischio di cancro.


Uno dei due studi ha valutato i questionari di 82.483 uomini del
Multiethnic Cohort Study, dei quali 4.404 hanno sviluppato cancro della
prostata nel periodo di osservazione medio di otto anni.

Non è stata riscontrata alcuna relazione tra l'assunzione di calcio e di
vitamina D, sia come cibo che come integratori, e il richio di cancro
della prostata.

Invece, il consumo giornaliero di una o più tazze di latte parzialmente
e totalmente scremato è risultato associato positivamente con lo
sviluppo di cancro della prostata (inclusi casi iniziali, avanzati e
fatali). Poiché sempre più frequentemente si tende a consumare latte
scremato, dal momento che i grassi contenuti nel latte hanno effetti
negativi sulla salute, da questo studio appare chiaramente come anche il
consumo di latte scremato non sia esente da rischi.

Nel secondo studio sono stati valutati i questionari dietetici di
293.888 partecipanti al National Institutes of Health (NIH)-AARP Diet
and Health Study, dei quali 10.180 erano affetti da cancro della
prostata. Il consumo giornaliero di due o più porzioni di latte scremato
è risultato associato positivamente con un aumentato rischio di tumore
avanzato della prostata.

Fonti:

Park S, Murphy SP, Wilkens LR, et al. Calcium, vitamin D, and dairy
product intake and prostate cancer risk: the Multiethnic Cohort Study.,
Am J Epid. 2007;166:1259-1269.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/ pubmed/17925283

Park Y, Mitrou PN, Kipnis V, et al. Calcium, dairy foods, and risk of
incident and fatal prostate cancer: the NIH-AARP Diet and Health Study.,
Am J Epid. 2007;166:1270-1279.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18000020


www.scienzavegetariana.it/

Pubblicato da: fiore

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