Lava senza detersivo

Farà la gioia dei casalinghi/e ed ecologisti. Lanciata il primo di agosto in Giappone, la lavatrice che pulisce senza detersivo ha scatenato grosse polemiche.



La Japan Soap and Detergent Association, che raccoglie le 25 maggiori aziende di detersivi, ha convocato una conferenza stampa per illustrare i risultati di uno “studio scientifico della massima obiettività”. Secondo la ricerca, il procedimento del rivoluzionario elettrodomestico, che mette insieme ultrasuoni e elettrolisi dell'acqua, provoca curiosi effetti di macchia simpatica: “Lo sporco scompare solo temporaneamente, poi ricompare appena il capo si indossa e i tessuti vengono danneggiati”. Kanda Toyoteru, un dirigente dell'associazione, afferma che “l'elettrodomestico non ha una sifficiente capacità pulente”.
Pronta la risposta della Sanyo Electric Co., l'azienda produttrice: “Stupidaggini. Il successo della linea Denkaisui tra il pubblico dimostra che i consumatori l'hanno promossa a pieni voti”.
Secondo un sondaggio effettuato tra i compratori del prodotto, il 90% dei clienti si dice soddisfatto e contento di poter proteggere l'ambiente. Ne sono state vendute 30.000 in due mesi, valori doppi rispetto al lancio di apparecchi tradizionali.
L'oggetto della disputa costa tra i 118.000 e i 128.000 yen. Il risparmio in detersivi per una famiglia media può ammontare a 12.000 yen l'anno.
Ma il mercato dei detersivi vale invece molto di più: era logico che le aziende interessate non sarebbero rimaste in silenzio. I detersivi per bucato in lavatrice coprono il 70% del mercato dei detergenti.
Negli ultimi anni si era già assistito ad un calo delle vendite, non compensato da una guerra dei prezzi fra i produttori. Il fatturato aveva raggiunto il massimo nel 1994 con 224,2 miliardi di yen; nel 2000 si assestava a 179,6 miliardi di yen.

Nella modalità “zero-detergent course”, la macchina pratica l'elettrolisi sulla normale acqua del rubinetto, liberando ossigeno, che ha capacità pulenti (la stessa tecnologia viene impiegata nei purificatori d'acqua), e acido iperclorurico, che ha capacità disinfettanti.
In un'ora, la macchina è in grado di pulire capi che, per stessa ammissione della Sanyo, non devono essere molto sporchi.
Sanyo realizzò un primo prototipo già tre anni fa ma, pur riuscendo a staccare lo sporco, questo si riattaccava poi agli abiti. Ora questi problemi sono risolti.
Non è previsto, al momento, un prodotto per l'esportazione, poiché il funzionamento della macchina dipende anche dalla qualità dell'acqua.
Sharp Corp. introdurrà il proprio modello in novembre, adottando un metodo diverso. Anche la coreana Daewoo Electronics vuole entrare in questo nuovo mercato.
Satoshi Iue, amministratore delegato della Sanyo ha detto: “Stiamo cambiando la storia delle lavatrici”. La corsa all'innovazione potrebbe coinvolgere anche le aziende tessili e il risultato finale sarà sicuramente sorprendente: “Qualcuno potrebbe realizzare una macchina che non richieda nemmeno l'acqua!”.

di Massimiliano Crippa

Fonte: www.nipponico.com

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