LAVARE PER SPORCARE

L'incremento dei consumi dei detergenti e le scelte per limitare i danni all'ambiente. Dal 1960 al 1996 i consumi di detergenti sintetici sono aumentati di cinque volte e mezzo, con gravi effetti inquinanti per l'ambiente e gli animali.

Il lungo viaggio dei detersivi inizia dall'estrazione delle materie prime, petrolio per i detergenti tradizionali e vegetali come cocco e palma per quelli a basso impatto ambientale e, passando dalle nostre case, lungo gli scarichi e le acque di superfìcie, finisce nel terreno, nelle falde d'acqua, nei laghi e nei mari ad inquinare il nostro Pianeta. Di detersivi ne esistono ormai a centinaia e per ogni specifico uso troviamo quello più adatto sugli scaffali dei supermercati; profumazioni diverse, formati, flaconi, etichette ammiccanti e soprattutto centinaia di milioni di euro spesi in pubblicità. I detergenti li troviamo in televisione conspot tradizionali o innovativi, li incontriamo sulla carta stampata, nella cartellonistica stradale e al supermercato. Offerte speciali ci inducono a comprare anche ciò che non serve, i colli dei flaconi sono sempre troppo grandi per indurci a consumare di più, massaie efficienti, belle e soddisfatte ci raccontano in televisione che pulire è bello, piacevole e affatto faticoso se si usa il detergente adatto. Le cucine splendono, i pavimenti luccicano, bambini improbabili si nutrono con ciò che raccolgono dal pavimento finalmente super igienizzato da questo o quel prodotto; i padri lavano i piatti a mano ridendo e cantando e le stoviglie fanno sentire il loro stato di pulito e sgrassato con note acustiche celestiali. Tutto sembra, appare indispensabile agli occhi della massaia. Le ultime tendenze sono quelle di offrire il prodotto per ogni specifico tessuto, per la macchia particolare, per la piastrella anziché per  il marmo o per il cotto. Non si lava più nulla a mano e anche i capi e le lane più pregiate possono essere lavate in lavatrice con programmi e detergenti specifici. E la mania di “disinfettare” tutto? La pubblicità a prodotti con antibatterici e disinfettanti è martellante, tanto da indurre il bisogno, da rendere la comune massaia igiene-dipendente senza alcun motivo. La guerra ai microrganismi e un esagerazione e non c'è alcuna necessità di rendere la casa sterile come un ospedale. Al contrario, come ho già avuto modo di dire, alcuni studi hanno dimostrato che un ambiente pulito regolarmente con prodotti disinfettanti, può avere effetti negativi per la salute, sensibilizzando le persone allergiche e riducendo le naturali difese immunitarie soprattutto nei bambini. Sui consumi, due soli dati. Dal 1960 al 1996 i consumi di detergenti sintetici sono passati in Europa da 1,2 milioni di tonnellate all'anno a quasi 8 milioni, con un incremento di cinque volte e mezzo ! E tutto finisce con le acque di scarico direttamente o indirettamente nei nostri fiumi e poi in mare. Quanto poi rimane sulla nostra pelle o quanto ne  mangiamo con la frutta e verdura irrigata con acqua inquinata, non è dato sapere.

Oggi per nostra fortuna, con l'intervento delle direttive europee e dell'accresciuta coscienza ambientalista della gente, le cose stanno lentamente cambiando: anche le grandi industrie della chimica e della detergenza si sentono in dovere di adottare comportamenti un poco più rispettosi della persona e dell'ambiente. Anche le multinazionali che dettano legge sul mercato si sono dotate di un codice di buon comportamento ambientale (AISE), al quale aderiscono in forma volontaria le più grandi marche sul mercato. Obiettivi di riduzione di materie prime non biodegradabili, di dosaggi, di imballi e maggior completezza e chiarezza nelle informazioni al consumatore sono alcuni traguardi che si sono prefissati, con una tabella di avvicinamento che pur lentamente ci porterà a consumare con minor danno all'ambiente. Resta comunque il fatto che il consumatore ambientalista, ecologico, attento al riciclaggio  degli imballi ed ai dosaggi, deve continuare ad utilizzare detergenti più sicuri, riconosciuti come più rispettosi dell'ambiente e della persona ed eliminare i prodotti inutili. Deve cercarli sugli scaffali dei supermercati e soprattutto sugli scaffali dei negozi di alimentazione naturale che operano scelte precise nella distribuzione dei diversi prodotti, ponendo attenzione alla composizione chimica, alle certificazioni, alla serietà del produttore. Deve soprattutto ricordare che spesso un panno, un giornale, un po' di aceto o di limone possono egregiamente sostituire un prodotto di pulizia anche se spacciato per specifico.

Grande distribuzione e commercianti si accordano per un patto anti-rincari, mentre il governo punta sugli sgravi fiscali

Di Adriano  Moruzzi

 

 

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