Lavori domestici: quali rischi?

Sono tre milioni e mezzo l'anno gli incidenti domestici in Italia! Se ne parla poco, ma quando accadono sono dolori. Molto si può fare in termini di prevenzione.Anche una polizza di assicurazione può essere utile.

Casa dolce casa: ma sarà vero?
Gli incidenti domestici coinvolgono ogni anno più di tre milioni di persone, con circa trecentomila ricoveri e un numero di decessi che raggiunge la cifra davvero impressionante di 8.400! Sono danni dovuti all'attività in cucina (35% degli incidenti), a banali cadute (28%) e anche a incidenti provocati da elettrodomestici non di cucina e apparecchiature “fai da te”, che superano l'8% dei casi. Il fenomeno riguarda soprattutto chi in casa trascorre più tempo: casalinghe, anziani e bambini. Ma sono le casalinghe ad avere il poco invidiabile primato di soggetti più colpiti: quattro incidenti su dieci. Si calcola che ogni tre mesi 249.000 casalinghe (il 33% del totale dei colpiti) siano vittime di questo tipo di incidenti.

L'assicurazione obbligatoria: luci e ombre
L& apos;esigenza di proteggere chi è più esposto ai rischi degli infortuni domestici era da tempo prospettata da movimenti di consumatori e associazioni di casalinghi/e. Si è così arrivati a una legge, la 493/99 del dicembre 1999, in vigore dal 1° marzo 2001, che prescrive l'obbligo assicurativo contro gli infortuni domestici. E' la prima del genere in Europa e sancisce di fatto la valorizzazione del lavoro domestico ponendo termine ad un ingiustificato squilibrio. E' nota come “assicurazione delle casalinghe/i“, ma il termine è improprio, in quanto i lavori di casa, per definizione della legge e per come sono di fatto vissuti in molte famiglie, riguardano sia le femmine sia i maschi.
La copertura è obbligatoria per uomini e donne fra i diciotto e i sessantacinque anni, che svolgono & quot;in modo esclusivo, non occasionale, senza rapporto di subordinazione e a titolo gratuito, attività finalizzata alla cura delle persone costituenti il proprio nucleo familiare e dell& apos;ambiente domestico ove dimora lo stesso nucleo familiare”. Non c'è dunque obbligo assicurativo ad esempio per le collaboratrici domestiche.
Il premio è di € 12,91 l'anno, deducibile ai fini fiscali e da versare all'INAIL. Esentati, quindi con contributo a carico dello Stato, i titolari di reddito complessivo lordo annuo inferiore a € 9.296,22 per nucleo familiare o, se singoli, a € 4.648,11.
Le prestazioni sono riconosciute solo per incidenti che provochino invalidità permanente di almeno il 33%: per avere un'idea, la sordità completa da un orecchio equivale al 15% e la perdita totale del pollice destro al 28%.
Questa legge è stata giustamente ritenuta una grande conquista, anche se la consapevolezza della sua esistenza tarda ancora a farsi strada; infatti a un anno dalla sua entrata in vigore risultavano iscritti un milione e duecentomila soggetti, sui sei milioni e mezzo di contribuenti calcolati da ISTAT e INAIL a questi fini.

L'assicurazione integrativa: garanzie a confronto
Ma l'assicurazione obbligatoria presenta, a detta dei consumatori, delle associazioni di casalinghi/e e di molti osservatori, alcuni aspetti negativi, relativi a questioni tutt'altro che secondarie:
- la limitazione rappresentata dall'età per poter essere assicurati (18-65 anni), che certamente non copre ad esempio la larga fascia dei pensionati ancora in piena attività domestica;
- l'elevata soglia di invalidità per il riconoscimento della prestazione (33%, che esclude larga parte degli incidenti) e la non inclusione degli infortuni mortali;
- il mancato riconoscimento di incidenti occorsi in attività, come accompagnare i figli a scuola o fare la spesa, che, pur svolte al di fuori dell'ambiente domestico, sono di fatto strettamente collegate alle finalità proclamate dalla legge.
I milioni di persone che in Italia svolgono un'attività casalinga non remunerata farebbero dunque bene a stipulare una polizza individuale, che comprende anche quanto resta fuori dall'assicurazione INAIL.

Confrontiamo la polizza dell'INAIL con quella individuale
L'assicurazione obbligatoria infortuni domestici
- 18″65 anni: l'intervallo di età per essere coperti
- € 12,91: il premio annuo, deducibile ai fini fiscali
- 33%: la soglia di invalidità permanente per la prestazione delle garanzie
Una previdenza integrativa serve a
- rimuovere la limitazione 18-65 anni
- includere gli infortuni mortali
- farsi riconoscere incidenti equiparabili anche al di fuori dell'ambiente domestico
- ridurre la soglia di invalidità per il riconoscimento della prestazione

Ma quanto può costare un'assicurazione privata di questo genere?
Un casalingo/a può avere, con una spesa di circa € 210 all'anno, una polizza Infortuni con copertura di 24 ore su 24 con
- rimborso spese di cura fino a € 10.000;
- capitale in caso di invalidità permanente di € 100.000 con franchigia 3%;
- capitale in caso di morte di € 50.000.
Se poi si vuole avere una copertura superiore, per esempio con somme assicurate rispettivamente di € 15.000 (rimborso spese di cura), € 200.000 (invalidità permanente) ed € 75.000 (morte), il costo sale a circa € 350 annui. E' bene ricordare che tali premi assicurativi sono parzialmente detraibili nella dichiarazione dei redditi.

Fonte:http://www.humanitasalute.it

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