Lavori in casa: italiane battono americane 21 a 4

Sono le ore di attività casalinga ogni settimana. Molto esigenti, brave a stirare

Mai prendere esempio da Marcia Cross e Nicole Kidman. Le casalinghe inappuntabili del piccolo e grande schermo («Desperate Housewives» e «La donna perfetta») non esistono. Una ricerca di Procter & Gamble rivela che le donne statunitensi dedicano ai lavori domestici quattro ore alla settimana. Le italiane ventuno. Questo ci rende non solo indiscusse detentrici dell'ambito primato internazionale (pure Eurostat un mese fa ha decretato la nostra supremazia sulle concittadine comunitarie), ma anche un ghiotto boccone per le fameliche aziende produttrici di detergenti per la casa.

Con un piccolo problema: non è facile accontentare le signore di casa nostra. Pretendono un prodotto per ogni faccenda. Non gradiscono gli articoli multiuso: il vetro vuole il suo spray, lo specchio anche, il pavimento guai a come lavarlo. E vade retro agli elettrodomestici troppo sofisticati che lavano, asciugano, centrifugano tutto insieme. La lavastoviglie, per dire, non convince del tutto: ce l'hanno tre italiane su dieci. «Quando spiegano la loro resistenza ad acquistarne una, dicono che non vogliono fare il doppio lavoro: cioè sciacquare i piatti prima di infilarli nella lavastoviglie», ha spiegato l'ad del Gruppo Siemens Mario Franzino al Wall Street Journal, il quotidiano economico che ha dedicato una intera pagina ai nostri straordinari talenti domestici.

Dati alla mano: l'80% delle italiane stira tutto il bucato (calzini e fazzoletti compresi), il 31% ha la lavastoviglie, il 2% usa spazzole per strofinare meglio, l'1% ha l'asciuga- biancheria elettrico. Risultato: si dedicano alla pulizia della casa 21 ore alla settimana, delle quali 5 soltanto per stirare, ed escluso il tempo per cucinare.

«Sì, è verosimile. Ma più che una mania, è una questione culturale», commenta Federica Rossi Gasparrini, presidente di Federcasalinghe e onorevole neoeletta nelle fila dell'Italia dei valori (la prima battaglia in parlamento sarà per l'assegno di maternità a tutte le donne, fino ai 18 mesi del bambino). Va avanti: «Nessuna rinuncia a una casa pulita, anche se lavora. Fa parte dell'amare la famiglia». Tutto questo amore è parecchio esigente. La lavatrice, per esempio. Deve lavare, ma non sciupare i tessuti. Deve centrifugare, ma non troppo velocemente. Deve poter lavare tutti i capi, ma non insieme. Ed ecco allora team creativi che sfornano macchine con 400 giri di centrifuga al minuto (negli Usa la media è di 1.200-1.600). Lo stesso per i detersivi. L'Unilever lanciò sei anni fa uno spray che prometteva efficacia su ogni superficie: fallì in breve tempo.

Procter & Gamble provò a piazzare sul mercato un liquido antipolvere senza risciacquo: fu un flop colossale. «La donna mediterranea è più esigente. Per fare breccia nella sua mente bisogna essere tradizionalisti e specifici», confermano da Nielsen Italia. Un buon messaggio, però, premia sempre, se è vero che fino all'avvento della telefonia mobile i prodotti di detergenza della casa costituivano il settore « big spender » della comunicazione per l'incidenza nel rapporto pubblicità e fatturato. «Tutta questa attenzione alla perfezione dentro le quattro mura rientra nello stile di vita tipicamente italiano, esposto com'è ai condizionamenti della moda e del buon cibo», aggiunge il pubblicitario Lorenzo Marini. «Da noi l'estetica è sovrapposta all'etica, il bello al buono». E se ventuno ore sembran tante — e sembrano tante a Tina Leonzi, fondatrice e presidente del Movimento italiano casalinghe («Io spesso lo dico alle mie associate, non bisogna pulire i vetri già puliti e non bisogna lucidare i pavimenti già lucidi…» — un sondaggio inglese può far chiarezza. Il sito web del canale Discovery Home and Health ha interpellato 2.000 suddite di Sua Maestà tra i diciotto e gli 80 anni. Il 59% ha affermato che le pulizie fanno sentir loro il controllo della propria vita. Il 60% trova i lavori di casa «mentalmente terapeutici».

Elvira Serra 26 aprile 2006

Fonte: corriere della sera

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