Le 24 ore di vita di una mamma lavoratrice…

I pranzi di lavoro, il compleanno della suocera, il cinema con le amiche, la scuola dei bambini, le faccende a casa… tante sono le mamme lavoratrici per cui ogni giornata è un vero e proprio tour de force! Ognuna ha le proprie astuzie per arrivare sana e salva alla fine di ogni giornata, per riuscire a tenere il ritmo di una quotidianità piena e meravigliosa. Abbiamo seguito le giornate di quattro mamme lavoratrici, per scoprire come queste donne affrontano la propria avventura quotidiana.

Roberta in Italia, Sophie in Francia, Thalia in Inghilterra, Claudia in Germania: nei diversi angoli d'Europa, le mamme lavoratrici sanno come trovare il modo per avere, al tempo stesso, una vita familiare e professionale appagante.

Ecco cosa succede in 24 ore della vita (non sempre facile) di una mamma attiva…

RISVEGLIO E E-MAIL

Sono le 7 di mattina nella cittadina inglese di Kingston-upon-Thames. La sveglia suona, è tempo di alzarsi! Thaila sveglia i suoi due bambini Luke e Finlay, prepara loro la colazione e la merenda da portare a scuola. Mentre si veste, legge al volo le e-mail ricevute e fa le prime chiamate: la giornata di un agente immobiliare& lt;/B> inizia presto!
“A volte, mi sento come una Cenerentola che non riesce mai ad arrivare al ballo” confessa questa donna di 33 anni. Luke, il suo figlio maggiore, va già a scuola da solo, ma Finlay, che ha 8 anni, lo accompagna ancora lei. “Per fortuna, i bambini sono abbastanza grandi da andare a scuola! Prima era mia madre ad occuparsene… o addirittura i miei nonni, che sono ancora in forma!” Il tempo di mettere un velo di trucco e, Thaila è già in strada verso la prima visita…

Sono le 8.30… e Roberta è arrivata in ufficio già da un quarto d'ora. Abita poco fuori Roma e ogni mattina si sveglia prestissimo “per avere un po' di tempo per me”, ci confida. La sua sveglia suona alle 6.30. Poco dopo, Roberta sveglia Paolo, suo figlio di 4 anni. Deve stargli un po' dietro… quindi, anche se ha il tempo contato, gli prepara la colazione, sedendo a tavola con lui.& lt;/B> Poi, mette il turbo: si lava, si veste, prepara i suoi dossier e il cestino di suo figlio, è scappa a prendere l'autobus.
Prima di cominciare davvero la sua giornata di lavoro – discussioni con lo staff, appuntamenti con i clienti - questa donna di 46 anni si concede una pausa caffè.
Solo dopo questo momento di pausa, la giornata può davvero incominciare “una giornata movimentata, precisa Roberta. Per fortuna, l'asilo è aperto fino a sera!”


 PAUSA PRANZO E PAUSA BEBè

La pausa pranzo è sempre un momento delicato per Claudia. Poco prima di mezzogiorno, fino a qualche tempo fa, allattava la sua bambina e si divertiva un sacco, perché la sua piccola, proprio come un orologio svizzero, alle 12 in punto iniziava a mostrare i primi segni di fame. Ma da quando ha ripreso a lavorare, ha perso questo piacere. “Avrei voluto allattare per più tempo Myriam, ma non sono riuscita ad organizzarmi in modo da poterlo fare“. Il telefono squilla, è un SMS di suo marito: “Ti aspettiamo giù”. Finalmente!

Da tre settimane, Claudia è tornata al suo impiego di responsabile d'equipe per una grande agenzia pubblicitaria. Da quel momento, suo marito, che è medico, si è messo in congedo paternità, per restare a casa con la piccola Myriam. Da qualche tempo, lo Stato tedesco incoraggia i papà a prendersi un periodo di congedo per occuparsi dei loro neonati. Durante il periodo dell'allattamento, il marito porta il bambino da Claudia sul luogo di lavoro per la poppata. Mentre sua figlia mangia, lei si rilassa un po' e scrive qualche e-mail. “In Germania, la gente ti guarda ancora in modo strano se fai questo tipo di scelta. Ma gli uomini che prendono un congedo parentale sono sempre di più – per loro è un modo per risolvere il problema!” Quando la piccola Myriam ha finito di mangiare, è il turno di Claudia: un'insalata al volo e poi di nuovo in ufficio.

Thalia torna a casa per pranzo. Mangia con i suoi figli, lava i piatti e mette un po' in ordine la casa. E non è tutto: legge le e-mail e fa qualche chiamata, perché, oltre a fare l'agente immobiliare, Thaila si occupa anche si una piccola azienda di inventariato con sua madr. “Non tutte le mie amiche hanno due lavori, ma la maggior parte di loro sono mamme lavoratrici come me e sono anche loro occupatissime! Non credo di fare niente di speciale!” A volte, però, Thaila vorrebbe che suo marito s'impegnasse di più nel menage familiare…

POMERIGGIO SENZA RIPOSO

Sophie e il suo compagno hanno optato per una rigida ripartizione dei compiti: la mattina è lui che prepara i bambini e li accompagna la scuola; il pomeriggio, invece, li va a prendere lei. Per arrivare poco prima che i bambini escano da scuola, deve correre… nel vero senso della parola! Alle 16.30, lascia il suo ufficio in una grande compagnia assicurativa di Parigi. Per poter uscire così presto, la mattina alle 8 in punto è già in ufficio, anche se lavora in “4/5″ (4 giorni su 5). “Ho molta fortuna, perché il mio datore di lavoro mi permette di avere orari flessibili. Molti dei genitori che lavorano nella mia stessa società ne approfittano… “. In Francia, la settimana di 35 ore lavorative è fissata dalla legge e permette ai lavoratori di fare orari flessibili. Inoltre, essi hanno anche la possibilità di prendere degli RTT (giorni di recupero delle ore lavorate in più).

Il pomeriggio, Sophie passa un po' di tempo con i suoi figli, vanno a fare la spesa insieme oppure, quando è bel tempo, vanno al parco. Fino ad un annetto fa, una babysitter si occupava dei bambini il pomeriggio e la sera. Ma quest'anno Sophie e suo marito hanno deciso di organizzarsi meglio per passare più tempo con i bambini.Certo, è più difficile, ci stanchiamo molto di più… ma in questo modo riusciamo a ritagliare un po' più di tempo per la vita in famiglia, e questa è l'importante!“.

SERA, UN PO' DI TEMPO PER Sé

Claudia e Myriam finalmente possono passare un po' di tempo insieme. Anche se poco. Claudia ha ancora tanto lavoro da fare, perché il suo è un incarico di grande responsabilità. Suo marito passa la serata a casa di un amico o dai suoi genitori. “A volte, mi chiedo se lui non abbia voglia gestire la situazione in modo più “tradizionale”: io a casa con nostra figlia e lui a lavoro… ” ci dice Claudia, seduta sul divano con Myriam in braccio. “Quelli passati con la mia bambina sono i momenti più belli della giornata. Quando sono con lei, dimentico tutto il resto“.

La sera è il momento della giornata che Sophie preferisce. “Adoro stare con loro, fagli il bagnetto, leggergli una storia e… alle 8, tutti a letto! è allora che inizia la “seconda serata”, tutta per me e mio marito!”. Aspettando di cenare con lui, di solito verso le 9, finisce di scrivere alcune e-mail di lavoro.


Anche per Thalia la serata è un momento privilegiato. Dopo aver cucinato, lavato i piatti e messo i bambini a letto, si concede un bagno caldo& lt;/B>: “è il mio elisir quotidiano!“.

Roberta, dopo essere andata a prendere Paolo ed essere tornata a casa in bus, prepara la cena. Verso le 8.30, la cena è pronta per essere divorata da tutta la famglia. Paolo va a letto alle 10. “A volte, mi addormento accanto a lui e, prima di andare a letto, faccio una doccia calda. E, la mattina dopo, si ricomincia da capo!

S. M. B.

Fonte: www.alfemminile.com

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