Le donne si conquistano con un invito a cena

Come fare colpo su una donna? Non servono gioielli di lusso o doni costosi, meglio puntare sull'eno-gastronomico. Lo affermano i ricercatori dell'University College di Londra, che hanno elaborato una formula matematica per trovare il modo piu' adatto a far capitolare il genere femminile.

 

''La nostra analisi mostra che c'e' una logica evoluzionistica negli uomini che bruciano soldi per far colpo sulle ragazze'', ha affermato Robert Seymour, del dipartimento di matematica di UCL che ha svolto la ricerca, pubblicata sulla rivista 'Proceedings of the Royal Society of London B'. I ricercatori dicono che fare doni fa parte della pratica del corteggiamento sia per gli umani che per altre specie. L'attrazione fisica è un elemento importante, ma offrire dei regali aiuta.

Ma se fare regali aiuta, non occorre necessariamente indebitarsi: gli scienziati hanno appurato come un semplice invito per un tete-a'-tete davanti a un drink o a una specialita' culinaria risulti piu& apos; utile a raggiungere l'obiettivo. Difficile, infatti, che una donna non interessata accetti un invito a cena, mentre e' molto piu' probabile che intaschi un regalo, anche importante, salvo poi scaricare il prodigo corteggiatore. La percentuale di riuscita, in proporzione, risulta dunque piu' alta.

Una buona notizia, insomma, a tutela dei maschietti. Secondo gli esperti, se i regali costosi testimoniano le intenzioni serie di un uomo, lo espongono e lo rendono vulnerabile alle “cacciatrici” di denaro pronte a lasciarlo dopo aver accettato il dono.

“Gli uomini in genere non offrono regali costosi a donne in cui non hanno un interesse di lungo termine. E le ragazze in genere non restano impressionate da doni a buon mercato. Offrendo invece regali come cene e inviti a teatro, i maschi non pagano alcun pegno se l'invito non viene accettato”, ha detto il dottor Peter Sozou, dell'University College London (UCL). Se le donne non sono interessate, infatti, raramente accetteranno l'invito, secondo la ricerca pubblicata sulla rivista “Proceedings of the Royal Society of London B”.

Fonte: MiaECONOMIA

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