L'Efsa annacqua gli effetti dei coloranti sui bambini

Ci sono prove, per quanto limitate, che i coloranti influenzino il comportamento dei bambini. Ma non sono così schiaccianti da rendere necessario un cambiamento della dose giornaliera accettabile prevista per queste sostanze. Sono queste le conclusioni, paradossali a nostro avvisto, del panel di esperti scientifici dell'Agenzia di sicurezza alimentare europea (EFSA) che ha preso in esame uno studio commissionato dalla Food Standard Agency inglese all'Università di Southampton, pubblicato sulla rivista Lancet (McCann et al, 2007).

Lo studio (vedi in fondo pagina tra gli “Argomenti correlati”) riguardava l'effetto di due miscele di alcuni coloranti e del conservante benzoato di sodio sul comportamento dei bambini, suggerendo un collegamento tra queste sostanze e l'aumento di iperattività nei più piccoli.

Gli esperti dell'EFSA hanno concluso che lo studio fornisce evidenze limitate sull'effetto che tali additivi avrebbero sull'attività e sull'attenzione in alcuni bambini. Questo perché:

non riesce a individuare quale singolo colorante possa essere ritenuto responsabile degli effetti osservati, dato che non sono stati testati coloranti separati ma appunto le loro combinazioni.

gli individui coinvolti nello studio mostrano, nei confronti degli additivi valutati, una certa sensibilità di cui, però, non è possibile valutare la diffusione nella popolazione in generale, visto che dati affidabili in merito relativi al singolo additivo non sono disponibili.

Il panel di esperti inoltre ha dichiarato che l'importanza clinica degli effetti di questi additivi sul comportamento dei bambini rimane ancora non chiara perché non sarebbe provato che i cambiamenti rilevati nell'attenzione e nell'attività potrebbero interferire con l'attività scolastica o altre funzioni intellettuali.

Le conclusioni dell'EFSA ci lasciano però alquanto sorpresi. Il panel di esperti ha infatti riconosciuto che le miscele contenenti i sei coloranti e un conservante hanno degli effetti apprezzabili sul comportamento dei bambini. Inoltre questi effetti sono stati osservati con una dose di sostanza somministrata molto più bassa rispetto alla dose giornaliera accettabile. Nonostante queste conclusioni a nostro avviso preoccupanti, l'EFSA usa l'incertezza associata ai risultati dello studio per non agire e non prendere provvedimenti. E nemmeno per chiedere ulteriori analisi più approfondite sul problema. Unica parziale scusante il fatto che l'EFSA sta comunque effettuando una revisione sulla sicurezza di tutti i coloranti alimentari autorizzati nell'Unione Europea. Il lavoro di revisione sui coloranti sarà completato entro la fine del 2008: solo allora la Commissione Europea e le autorità nazionali degli Stati membri decideranno se sarà il caso di adottare particolari misure per proteggere la salute dei consumatori.

Noi però riteniamo che si debba agire subito. Come BEUC (l'organismo che riunisce le principali associazioni di consumatori europee) abbiamo chiesto alla commissaria europea responsabile della salute pubblica Androula Vassiliou l'applicazione del principio di precauzione, attraverso la sospensione dell'uso di quei coloranti che possono influire sull& apos;attività e l'attenzione dei bambini. I produttori inoltre dovrebbero continuare a cercare alternative più sicure, anche considerando il fatto che da un punto di vista nutrizionale queste sostanze sono inutili: servono solo a dare colore ai cibi.

In molti Paesi, soprattutto in Danimarca e Regno Unito, in risposta alla richiesta dei consumatori, i produttori, hanno iniziato a riformulare i loro prodotti per escludere la presenza di questi coloranti.

Fonte:www.altroconsumo.it

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