Legambiente lancia un Patto che superi gli schieramenti politici

Un Patto per l'Ambiente che superi “le vecchie logiche di schieramento”. Lo ha proposto Legambiente affinché “chiunque si ritroverà alla guida del Paese dal prossimo mese trasformi la sfida ecologica in un'occasione di sviluppo e modernità e si impegni a migliorare la qualità della vita dei cittadini, delle nostre città e del nostro territorio”. Lo riferisce l'associazione ambientalista in un comunicato.

Hanno già aderito: Fausto Bertinotti, Fabio Mussi, Anna Donati e Enrico Fontana (Sinistra Arcobaleno); Gianni Alemanno e Fabio Granata (Popolo del le libertà); Francesco Rutelli, Ermete Realacci, Francesco Ferrante, Roberto Della Seta, Walter Tocci e Dario Franceschini (Partito Democratico); Alfonso Pecoraro Scanio, Grazia Francescato e Loredana De Petris. Sì al patto di Legambiente anche da Stefania Prestigiacomo, che però non condivide il no al nucleare, mentre Rutelli aggiunge la necessità di dare piena attuazione al Codice del Paesaggio e di portare all'1% del Pil il bilancio del la Cultura.

Obiettivi del Patto? Realizzare le infrastrutture utili, abbandonare definitivamente l'opzione nucleare, far partire una nuova stagione di demolizione degli ecomostri e per la legalità, introdurre i reati ambientali nel codice penale, sostenere e valorizzare i piccoli comuni, sfruttare la lotta ai cambiamenti climatici per innovare l'economia, investire sulla qualità culturale dei territori.

“Il nostro Patto per l'ambiente – ha spiegato il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza – non è un libro dei sogni ma propone un insieme di azioni concrete che evidenziano la necessità di decidere, di attuare strategie nell'interesse del Paese e dei cittadini, superando le vecchie logiche di schieramento. In Italia servono più infrastrutture per liberare le città dalla morsa del traffico, più energia rinnovabile, più ferrovie. E serve anche un'azione di contrasto più incisiva per cancellare ecomafie ed ecomostri, per liberare ampie zone del Paese dal pattume, dal traffico, dall'inquinamento. Chiunque sia al Governo del Paese non può prescindere dall'interesse generale”.

Al primo punto del Patto, il mutamento climatico e l'innovazione energetica. L'Italia deve assumere come prioritari la sfida europea: una riduzione del 20% del le emissioni di gas serra e dei consumi energetici e il raggiungimento di almeno il 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020.

Sul fronte dei rifiuti Legambiente sollecita la necessità di rendere più convenienti la raccolta differenziata, il recupero del le materie prime e il riciclo, anche attraverso incentivi fiscali. Il Patto poi dice “un secco no” al nucleare, agli ogm e ai condoni edilizi e la richiesta di inserire i crimini ambientali nel Codice penale. Infine, rivendica più cultura per tutti e un serio investimento culturale e finanziario sulla scuola e sugli insegnanti, chiede che sulla ricerca si investa il 3% del Pil, suggerisce la valorizzazione, anche in chiave economica, di aree protette e piccoli comuni, una fiscalità diversa che riorienti il sistema produttivo favorendo i comportamenti virtuosi e penalizzando gli sprechi.

2008 – redattore: LM

Fonte: helpconsumatori.it

Pubblicato da: fiore12

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