Legge contro gli sprechi alimentari, finalmente approvata!

E’ finalmente realtà in Italia la legge contro gli sprechi alimentari che ha appena ricevuto l’approvazione definitiva da parte del Senato. La legge riguarda sia gli sprechi alimentari che altre forme di spreco.

 

Aspettavamo da molto tempo una legge che permettesse a mense, ristoranti e bar di recuperare gli avanzi per metterli a disposizione di chi ne ha bisogno, in particolare delle fasce di popolazione in difficoltà.

Ora sarà possibile e oltre 12 miliardi di derrate alimentari non dovranno più finire tra i rifiuti. La nuova legge infatti semplifica le procedure per certificare le donazioni di alimenti dal punto di vista fiscale. Sulla bolla di accompagnamento si indicherà solo il peso di ciò che si dona invece della descrizione analitica.

Nei ristoranti e nelle pizzerie ci dovrà essere molta più attenzione per la doggy bag che ci darà la possibilità di portare a casa senza problemi quanto abbiamo ordinato ma non abbiamo consumato interamente durante il pranzo o la cena.

Secondo le stime questa legge potrebbe dimezzare il volume degli sprechi nel giro di dieci anni. I pasti da distribuire ogni giorno potrebbero essere almeno 7 milioni se i pubblici esercizi italiani mettessero a disposizione una media di 20 pasti al giorno, secondo i calcoli di Qui Foundation Onlus, promotrice del progetto Pasto Buono per la riduzione degli sprechi alimentari grazie a una rete solidale per il ritiro delle eccedenze e la donazione dei pasti ai bisognosi.

L’Italia sta dando il buon esempio all’Europa tanto che la notizia della nuova legge antispreco è arrivata anche all’estero. La legge italiana è stata approvata a sei mesi da un provvedimento analogo preso in Francia ma nel nostro Paese era ormai in elaborazione da tempo.

Ci sono però delle differenze tra Francia e Italia. Infatti, mentre in Francia la legge penalizza i supermercati che non seguono le regole per donare il cibo avanzato in beneficenza, in Italia il nuovo provvedimento si focalizza sugli incentivi che rendono più semplici le donazioni da parte delle aziende in modo che cambino davvero il proprio comportamento.

L’introduzione della doggy bag nei ristoranti italiani dall’estero è vista come un vero e proprio cambiamento culturale, dato che il suo utilizzo viene considerato raro sia da parte dei ristoratori che in base alle richieste della clientela, che sarebbero ancora rare.

In Italia è nata anche l’idea di non chiamarla più doggy bag, ma family bag, pensando che il nuovo nome possa essere più accettabile. Dovremmo abituarci a pensare che il cibo che ci capita di avanzare al ristorante sarà ancora perfettamente commestibile quando lo porteremo a casa con noi, anche se lo mangeremo il giorno successivo. E, in effetti, perché permettere che del cibo che abbiamo pagato venga gettato tra i rifiuti?

Per quanto riguarda gli sprechi alimentari a livello internazionale, in occasione delle Olimpiadi di Rio ci si sta organizzando per donare a chi vive nelle favelas e a tutti i bisognosi i pasti avanzati dei ristoranti e delle caffetterie, sia come segno di solidarietà che per contrastare gli sprechi alimentari.

E voi siete pronti a chiedere la doggy bag al ristorante per portare a casa il cibo rimasto nel piatto senza farvi problemi?

Marta Albè

Fonte: greenme.it

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