Lievita la bolletta del telefono per i servizi non richiesti.

è di nuovo caro-telefono. Questa volta però le tariffe c'entrano ben poco, perché l'amara sorpresa che attende un abbonato su tre ogni volta che riceve la bolletta, riguarda i servizi speciali a pagamento, ma non richiesti. Segreterie telefoniche, Teleconomy 24, Alice, la sveglia e oggetti quali il telefono portatile Aladino e il videotelefono sono i più diffusi ed eclatanti – hanno denunciato alcune delle associazioni dei consumatori più attive nel settore delle telecomunicazioni.

Una pratica che – spiegano – sta diventando “sistematica e generalizzata” con aumenti medi in bolletta di circa 10 euro, ma che possono arrivare anche a triplicare il costo del traffico telefonico bimestrale. Tanto che un addebito per l'attivazione di questi servizi può pesare fino a 100 euro l'anno in più sulla bolletta.

Secondo le associazioni, gran parte degli operatori telefonici “in modo vessatorio e illegale” conteggia alcuni servizi mai espressamente richiesti dagli abbonati. E non si tratta di casi isolati, cioè disservizi che possono capitare a qualsiasi azienda – sottolineano Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Lega consumatori, Movimento difesa del cittadino, Movimento consumatori – ma di politiche commerciali aggressive lesive degli interessi dei consumatori e del mercato.
Strategie aziendali che, secondo i consumatori, rappresentano il 15% del giro d'affari di chi le applica. Ci sarebbe poi anche il rapporto tra l'impresa e il call center, con i lavoratori dei centralini – spiega il Movimento difesa del cittadino – che vengono pagati a cottimo: più sono i contratti siglati, più i soldi in busta paga.

In particolare, secondo Cittadinanzattiva, ad applicare servizi telefonici non richiesti sono praticamente tutti gli operatori: Wind (46%), Telecom (33%, seconda nonostante il maggior numero di abbonati), Elitel (3%), Fastweb (3%), Vodafone (1%), Telecom Italia Media (1%), Tiscali (1%).

Un disavventura costosa, insomma, che ha fatto anche vittime eccellente. Tra gli abbonati che hanno presentato un reclamo c'è anche il ministro del Welfare Roberto Maroni, il quale si è visto lievitare la bolletta a 720 euro.

Ecco il decalogo per difendersi dagli addebiti in bolletta o sulle carte prepagate di servizi non richiesti:
1)è un diritto del consumatore non pagare servizi non richiesti, come previsto dalla legge. Non si è quindi obbligato a rispondere ad offerte o proposte di servizio inviate dai gestori della telefonia o di servizio di pubblica utilità.
2)La non risposta ad un servizio offerto non può essere interpretata come consenso e autorizzazione ad addebitare il costo in bolletta o a scaricarlo dalla carta prepagata
3)Se accade, è una vendita commerciale scorretta!
4)Attenzione alle furbizie e ai raggiri. Ad esempio le scritte “come da sua richiesta…”, mentre non so è dato mai il consenso telefonico.
5)Se si vieni chiamato da un call-center e vengono offerti servizi a cui non si è interessati, bisogna rispondere “No, grazie!”. Una risposta viene interpretata come affermativa.
6)Se viene chiesto il consenso a registrare la telefonata, meglio rifiutare; questa potrebbe essere utilizzata come prova per affermare che il servizio è stato richiesto. Dall'altra parte del telefono ci sono operatori “addestrati” a cercare di vendere comunque prodotti. Trattandosi di un servizio aggiuntivo al contratto, il consenso e/o la richiesta per essere validi devono essere dati dal titolare dell'utenza e non dalla prima persona che risponde al telefono.
7)Controllare in modo regolare la bolletta. Si potrebbe scoprire di pagare già alcuni servizi non richiesti o di pagare servizi a valore aggiunto quali il 709, 70X, 899, 0082.
8)Non si è obbligato a rispondere alle offerte delle imprese: se si riceve una lettera con un'offerta dei nuovi servizi , bisogna valutarne la convenienza e l'utilità. Se si accetta è opportuno darne conferma per iscritto (posta, fax, e-mail, ecc.).
9)Se viene addebitato in bolletta un servizio non richiesto o caricato sulla carta prepagata si deve paga la bolletta escludendo o sottraendo il costo di questo servizio contestato (utilizza un nuovo bollettino postale) e si invia una lettera di reclamo. Se dal call-center si fanno allusioni o minacce di sospendere la linea, bisogna chiedere il riferimento dell' operatore e segnalare il caso all'Autorità per le comunicazioni, alla Magistratura, alle associazioni consumatori. Se la linea venisse interrotta effettivamente si ha quindi diritto ad un risarcimento. E in questo caso è opportuno ricorrere al Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom) o attivare la procedura di conciliazione tramite le associazioni consumatori. In assenza di un risultato ci si può rivolgere al giudice di pace. Nel caso delle carte prepagate, invece, al reclamo bisogna aggiungere la richiesta di rimborso evidenziando che in assenza di risposta si adiranno le vie legali.
10)Eventuali casi di pratiche commerciali scorrette vanno segnalate all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (tel. 081-750711), ai Comitato Regionale per le Comunicazioni (Corecom) e alle associazioni dei consumatori.

Fonte: Miaeconomia

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