L'imbroglio della bellezza "verde"

Il valore “naturale” è sempre più ricercato dai consumatori, soprattutto quando si parla di prodotti cosmetici e per la cura della persona. Per questo è diventato un “giocattolo” utilizzato nel marketing molto spesso a sproposito. L'associazione consumatori tedeschi di Hamberg denuncia come molti prodotti di bellezza e cura della persona in vendita, presentati come “naturali”, in realtà non lo siano affatto. Analizzando la composizione di 20 prodotti e mettendoli a confronto con gli standard di NaTrue, la sorpresa non è stata certo positiva.

Secondo Julie Tyrrel , responsabile di NaTrue ( “sorpresa”, secondo Cosmeticdesign.com, per la scelta dell'associazione tedesca), il problema del “greenwashing”nei cosmetici, ovvero di come ci sia l'abitudine di presentare come “eco sostenibili” e “naturali” prodotti che, in realtà, non lo sono affatto è grave e si può risolvere solo con un regolamento così come già avviene in altri settori, ad esempio nell'alimentare.

“I consumatori – spiega la responsabile dello standard biologico – non sanno cosa realmente significhi ‘naturale' e ‘biologico' perché non esiste un punto di riferimento comune a causa della mancanza di un regolamento”. E questo ha favorito il diffondersi di indicazioni e messaggi fuorvianti, ha aggiunto.

La maggioranza dei quotidiani tedeschi ha dato ampio spazio al problema del “naturale” millantato, anche perché tra i prodotti scoperti vi sono marche conosciute che hanno costruito la propria reputazione proprio sulle presunte caratteristiche delle proprie proposte. Tra queste, prodotti della Henkel (la tinta naturale Poly Palette contiene una lunga lista di prodotti chimici non permessi) e di Bodyshop (“storicamente riconosciuta come azienda pioniera del naturale”, ha commentato la Tyrrel).

Fonte: http://it.greenplanet.net

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