L'Italia investe nel sole per produrre energia

Il sole entra nelle case degli italiani e diventa un affare. Il decreto sul fotovoltaico, firmato dai ministri alle Attività produttiva Claudio Scajola e all'Ambiente Altero Matteoli, stanzia nuovi incentivi a favore dell'installazione di impianti fotovoltaici.

Fino a oggi incentivi e aiuti sono stati dati sotto forma di finanziamenti per gli impianti, come è avvenuto per i 10 mila tetti fotovoltaici di qualche anno fa. Ora, invece, gli incentivi arriveranno con l'elettricità prodotta (per una potenza pari a 100 Mw, che potrà arrivare a 300 entro il 2015), mettendoci al passo di altri Paesi europei, in particolare Spagna e Germania. Il tutto a impatto ambientale praticamente pari a zero.

Se è vero, infatti, che la tecnologia necessaria per costruire i pannelli solari è ancora costosa, per gli impianti più piccoli, fino a 20 kw, il nuovo provvedimento prevede la possibilità di rivendere la produzione in eccesso. Ogni famiglia consuma mediamente tra i 2000 e i 2500 kwh all'anno. Per soddisfare il proprio fabbisogno energetico ha dunque bisogno, secondo i calcoli degli esperti, di un impianto tra 1 e 2 kw. A conti fatti, servirebbero tra i 5 e i 10 anni per rientrare dell'investimento, che si aggira tra gli 8 mila e i 10 mila euro (il costo medio 'chiavi in mano' per un sistema da 1 kwp è di circa 6500 euro, iva esclusa), e poi ci si potrebbe addirittura guadagnare.

Considerando il risparmio che deriva dal non dover più pagare la bolletta (800-900 euro all'anno) e gli incentivi (900-1100 euro all'anno), si può arrivare a mettere insieme circa 2 mila euro nel giro di 12 mesi. Niente paura, poi, se il sole dovesse oscurarsi perchè famiglie e condomini mantengono la possibilità in ogni momento dio acquistare energia dalla rete elettrica.

Gli incentivi, ha sottolineato Matteoli, verranno dati in conto energia e non in conto capitale, il che vuol dire che per averne diritto l'impianto dovrà essere curato dal proprietario o dal condominio, che poi potrà rivendere l& apos;energia in eccesso alla rete a un tariffa pari tre volte quella media di fornitura dell'energia elettrica. L'energia acquistata dalla rete costa mediamente 15 centesimi al kilowatt, comprese le tasse. Su quella venduta il decreto prevede un incentivo di 45 centesimi (più il prezzo pagato alla rete), senza contare che se si consuma quando i pannelli fotovoltaici producono non si paga niente. In altri termini, ai 45 centesimi incassati si sommano i 15 centesimi risparmiati.

Il 60% dei 100 mw per i quali sono previsti gli incentivi è dedicato agli impianti medio piccoli e i privati, ha assicurato Matteoli, non dovranno neanche temere lo spauracchio della burocrazia. Per famiglie e condomini è stato previsto un percorso facilitato già dalla fase progettuale: se per avere diritto agli incentivi, le realtà più grandi dovranno partecipare ai bandi, quattro in tutto ogni anno, i più piccoli potranno cavarsela con la presentazione del progetto preliminare.

Con questo nuovo passo, le famiglie italiane potranno finalmente produrre energia a seconda dei loro bisogni e rivendere quella in eccesso, contribuendo a recuperare il ritardo dell'Italia in materia di energie pulite.

Fonte: Miaeconomia.it

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