Lo sconosciuto“Uno contro zero”, Ecodom: italiani non sanno dove buttare RAEE

 Il 73% degli italiani non sa che può consegnare gratuitamente i piccoli Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) ai negozi più grandi (con superficie superiore a 400 mq), senza alcun obbligo d’acquisto.

È quanto emerge da un’indagine sul livello conoscenza del Decreto “Uno contro zero” che offre ai consumatori una modalità semplice e gratuita per smaltire i piccoli RAEE in maniera corretta e sostenibile, evitando ogni danno ambientale. Dall’indagine di quest’anno emergono due elementi incoraggianti: l’impegno dei rivenditori più importanti nell’offrire questo servizio in modo agile ed efficiente, e l’incremento del livello di conoscenza del Decreto; nel 2017 risultava infatti noto solo a 18 italiani su 100, oggi a 27 su 100.

Quanto è conosciuto il Decreto “Uno contro zero”? Poco, a giudicare dal fatto che solo il 27,1% degli intervistati sa di questa possibilità e tra questi il 67,1% non l’ha mai sperimentata.

Tra quanti già conoscevano il servizio e lo avevano già sperimentato, oltre due terzi (68,6%) ha trovato rapidamente un negozio più grande di 400 mq per consegnare il proprio RAEE e ha usufruito del servizio senza problemi.

La riconsegna è stata piuttosto rapida: il 43% ha impiegato meno di un minuto per conferire il suo vecchio apparecchio, mentre il 47,7% ci ha messo tra 1 e 5 minuti. Migliorabile, invece, l’informazione sul servizio all’interno dei punti vendita: il 57% delle risposte ha segnalato l’assenza di cartelli informativi specifici.

Tra le altre criticità segnalate da chi ha provato il servizio, la richiesta (infondata) degli addetti del negozio di fare un nuovo acquisto in cambio. A volte i rivenditori si sono rifiutati di effettuare il Ritiro 1 contro 0 perché si ritenevano non obbligati a farlo; in altri casi nei punti vendita mancavano i cassonetti per la raccolta dei RAEE.

 

Condividi questo articolo