Lo smog che uccide In Italia ogni anno 2000 morti evitabili

Secondo due studi scientifici, le polveri sottili (Pm10) provocano patologie respiratorie o cardio-circolatorie, in molti casi letali. Prime vittime, anziani e bambini

Nel giorno dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto, che dovrebbe garantire minori emissioni di gas nocivi nell'atmosfera, per contrastare i mutamenti climatici registrati sulla Terra, in Italia si scopre che 2mila persone muoiono a causa di patologie respiratorie o cardio-respiratorie provocate o aggravate dalle polveri sottili.
I dati che attengono a due studi, il Misa-2 e il Sidria, coordinati dalle Università di Firenze, Padova e Torino, sono stati presentati a Milano dal direttore del Servizio di epidemiologia dell'Asl lombarda, Luigi Bisanti.
Allarmante il dato per la sola Milano, con 300 decessi causati dalle polveri sottili e dai gas venefici. Le due categorie più a rischio sono anziani e bambini: ''I piccoli che vivono vicino a una strada continuamente percorsa da auto e da camion ” sottolinea Bisanti ” hanno il 60% di probabilità in più di ammalarsi di bronchiti, tosse e catarro”. Entrando nello specifico, il primo studio chiamato il Misa-2, ha rilevato i livelli di Pm10 (la componente dell'inquinamento atmosferico costituita da particelle con diametro inferiore a 10 micron, che in Europa uccide fino a 80 mila persone), monossido di carbonio (Co), biossido di azoto (No2), biossido di zolfo(So2) e ozono registrati nel periodo dal 1996 al 2002 in 15 grandi città italiane di altrettante regioni, per un totale di 9 milioni di abitanti.
La ricerca rivela che il Pm10 provoca circa 900 decessi in più ogni anno, mentre gli inquinanti gassosi No2 e Co ne causano rispettivamente 2 mila e 1.900 in più. Per calcolare il numero complessivo di morti da smog nella penisola, ha spiegato l'epidemiologo, ''non si possono sommare le varie cifre, perché queste sostanze sono presenti nell'aria contemporaneamente”.
Quanto al capoluogo lombardo, si calcolano 170 morti in più legati alle polveri sottili, 250 per No2 e 120 provocati da Co. In generale, ha ricordato Bisanti, si deve considerare che ''per ogni incremento di 10 microgrammi/metro cubo di ciascun inquinante atmosferico, il numero di morti aumenta dello 0,5-2%''.
La seconda ricerca battezzata Sidria (Studi italiani sui disturbi respiratori nell'infanzia e l'ambiente) è stata condotta nel 2002 in 13 località su 20 mila bimbi di 6-7 anni e 16 mila di 13-14. Lo studio ha confermato che ''se gli anziani sono quelli che per lo smog rischiano più spesso la vita, i piccoli sono quelli più vulnerabili alle malattie da inquinamento”.
La ricerca traccia anche le possibili soluzioni da attuare: “Basterebbe ridurre le concentrazioni atmosferiche di un solo milligrammo del Co – ha riassunto Bisanti – mentre per abbattere i decessi daPm10 sarebbe sufficiente che la soglia ammessa per queste polveri cendesse a 20 microgrammi/ metro cubo, così come prevedono le norme Ue in vigore dal 2010''.

Fonte:www.Tuoquotidiano.it

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