L'occupazione straniera nel mercato del lavoro italiano

La novità non riguarda tanto i dati quanto la stessa pubblicazione. Per la prima volta infatti l'Istat ha diffuso un'indagine sulla presenza straniera nel mercato del lavoro italiano. E di fatto le novità sui numeri sono ben poche: oggi nel nostro paese lavora oltre un milione di immigrati con un peso sull'intera forza lavoro del 5,4%. Di questi poi la maggior parte è di sesso maschile (61,4%) contro invece la quota femminile che si attesta al 38,6% rispecchiando in linea lo stesso gap trai i lavoratori italiani.


Tuttavia va precisato che risulta invece nettamente superiore alle media degli italiani il tasso di disoccupazione, che fra gli stranieri si è attestata all'11,5% (al 7,8% quella nazionale), soprattutto tra gli uomini. Risultano in cerca di un'occupazione poi il 42,1% dei lavoratori stranieri e il 57,9% delle lavoratrici straniere.

Oltre la metà dell'occupazione straniera è poi in possesso di una laurea o di un diploma, ma spesso vanno a costituire le fila occupazionali di settori con basso profilo professionale. Un terzo degli stranieri svolge una professione non qualificata, principalmente muratori, addetti alle pulizie, manovali, collaboratori domestici e braccianti, con un'incidenza cinque volte superiore a quella degli italiani. “Vi è dunque evidenza – osserva l'Istat – di lavori che tendono ad essere diffusamente coperti dalla componente straniera presente sul mercato del lavoro”.

L'Istat ha poi condotto un'indagine sulla ripartizione a livello geografico dell'immigrazione lavorativa. Anche qui le novità sono poche: ben il 62,9% degli occupati stranieri si trova al Nord, mentre il 25,5% è collocato al Centro. Ovviamente nel Mezzogiorno è impegnato solo l'11,6% del totale.

Unica sorpresa tra i lavoratoti non italiani viene dalla forma contrattuale: Circa l'82% degli addetti stranieri lavora con un orario full-time e almeno il 72% ha un lavoro dipendente a carattere permanente, con il restante 14% che svolge invece un'attività autonoma.

Fonte: Mia economia

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