L'uomo atollo.

Sostanzialmente, non c'è niente da fare, se la donna è essenzialmente una scimmia, l'uomo è fondamentalmente puttaniere. Sì, ok, forse qualcuno che si discosta dalla banalità della definizione c'è, ma è incontrovertibile che il 99,9% dei maschi dell'homo sapiens sia un inguaribile donnaiolo, a tutte le età e a tutte le ore, tutti i santi giorni dell'anno.



Oc lengua e man i g'ha sempar vint'an, cioè occhi, lingua e mani hanno sempre vent'anni. In questo sintetico detto o motto natural-popolare è circoncisa tutta la verità di cui ogni uomo è intimo ed ipocrita custode. Sì, perché mi sono spesso scagliato contro l'ipocrisia femminile, anche difendendola a mouse eretto, ad onor del vero, ma devo e non posso fare a meno di ammettere che noi uomini siano infinitamente peggiori.

Innanzitutto, perché l'uomo tende a peggiorare con l'età. Infatti, man mano che s'affloscia la sua potenza sessuale, crescono in maniera progressiva, e con passo inversamente proporzionale, la sua millanteria, la sua smania di raccontare presunte o reali conquiste agli amici e la sua propensione anche solo mentale al tradimento.

Lo scrivo per un senso di giustizia nei confronti delle ignare fidanzate e mogli, ma anche, non lo nego, per il sano gusto della competizione e per cercare di sfoltire un po' la concorrenza. Mah, ci credo veramente a quello che scrivo?

Fatto sta che i luoghi comuni, quelle storielle sugli uomini cacciatori incalliti, su quelli che ogni lasciata è persa, sono tutte dannatamente vere. Lo so perché sono una spia, un infiltrato che carpisce con l'inganno la fiducia dei miei simili per poi usare queste informazioni a mio esclusivo vantaggio. Comunque, non che vi voglia molto a farli cantare. Basta dar loro il là ed ecco che parte il tourbillon delle storielle trite e ritrite, ma arricchite ogni volta da nuovi e gustosi particolari che svelano la natura pressoché farlocca di buona parte delle piccanti vicende. Resta però il succo: lui, fidanzato, ci ha provato con una lei. Che poi la lei fosse una rappresentante di aspirapolveri e che lui abbia comprato l'intera serie, indebitandosi sino al 2036, per poi non cuccare assolutamente nulla, poco importa. Lui rivolterà la frittata come il migliore degli chef e farà figurare che in realtà è stata la rappresentante ad inseguirlo sino a casa della fidanzata, col rischio di mandare a monte un rapporto idilliaco.

Oppure, potrei raccontarvi di come ho visto sparire secondi cellulari in un batter d'occhio, quando la moglie ha pensato bene di fare un'improvvisata in ufficio senza avvertire. Roba che nemmeno il miglior prestidigitatore del mondo sarebbe in grado di fare, capacità che è invece conferita istantaneamente dalla paura d'essere evirati seduta stante di fronte ad un pubblico di colleghe adoranti, in una versione femminista di Indiana Jones ed il tempio maledetto. Potrei, ma non lo farò, perché credo fortemente nella solidarietà di genere.
& lt;BR>Dal punto di vista antropologico, c'è da capirli. L'uomo è un fecondatore, cioè una marionetta nelle mani dell' evoluzione, un pupo siciliano tirato da fili d'ormoni, un burattino telecomandato da femmine con pile duracell. L'uomo è un meccanismo molto più semplice rispetto alla donna, molto più lineare, che reagisce in maniera repentina a tutta una serie di segnali e di stimoli altrettanto elementari. Un ammiccamento, un sorriso, uno sguardo che per sbaglio incrocia il suo, sono tutti segnali che hanno, per la maggior parte dei maschi, un'interpretazione univoca: disponibilità all'accoppiamento. Perché l'obiettivo basilare d'ogni uomo eterosessuale è quello d'infilare il pene in qualsiasi cosa che assomigli anche solo vagamente ad una vagina. Poi, da questo basic instinct si ramificano tutta una serie di sovrastrutture ipocrite, tra le quali c'è senza dubbio anche l'amore, sovrastrutture che però prima o poi sono destinate a crollare mostrando il lato orrendo della questione, cioè che vostro marito, fidanzato o compagno, è un porco schifoso che ci proverebbe anche con vostra sorella, con vostra madre e pure con la vostra povera nonna, se fosse ancora al mondo.

Davvero, non è per essere cinico. All'interno di ogni uomo sessualmente attivo si nasconde un suino, anche se nulla ho da obiettare su questo bistrattato animale da insaccare.

Secondo i dati in mio possesso, l'età più critica è tra i quaranta ed i cinquanta, cioè quando s'inizia a sospettare che i trenta non torneranno più e che dopo i cinquanta aleggerà minacciosa, sopra la nostra testa, l'ombra blu di quegli avvoltoi implacabili che sono le pastiglie di Viagra. Sì, decisamente, ne avverto io, che ne ho trenta cinque, l'inquietante presenza ed il sinistro sghignazzare, figuriamoci dopo in cinquanta.

E che c'entra l'atollo? No, niente, forse è solo una metafora dell'uomo che ama o vorrebbe circondarsi di tante isolette su cui approdare a piacimento, come il proverbiale uomo marinaio che ha una donna in ogni porto e che ad ognuna è pronto a dichiarare amore eterno, fedeltà garantita e luci accese anche di giorno. Sempre.

Comunque, per la legge dei grandi numeri, qualche uomo che s'innamora davvero deve esistere. Ed anche qualcuno che si ferma prima del tradimento vero e proprio, forse per paura che gli piaccia troppo. Meglio di niente, no?
Pubblicato da Ganglio

Fonte: http//oknotizie.alice.it/

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