L'uomo diventa mammo. Grazie alla prolattina

Il ruolo del padre è ormai cambiato. Se in passato era lui che stava intere giornate a lavorare, portava a casa i soldi e dava disciplina ai figli, impersonando quindi il ruolo del macho-cacciatore, oggi non è più così. All'uomo piace sempre più stare con i propri figli e occuparsi della casa.


Il fenomeno è alla ribalta nel Regno Unito, dove nel 1986 i padri a tempo pieno erano solo 445, mentre oggi sono più di 21.000. Il dato è confermato anche da un sondaggio del giugno 2005, da cui risulta che il 79 per cento degli uomini intervistati sarebbe felice di starsene a casa a badare ai figli mentre la moglie è al lavoro. Non è un caso quindi che sempre in Gran Bretagna sia nato il movimento Fathers 4 Justice. Nel paese anglosassone infatti i giudici, in caso di divorzio, affidano nove volte su dieci i figli alle madri. E questi padri si battono proprio per avere più opportunità di poter stare con i propri figli, mentre la battaglia contro gli esosi assegni alimentari è del tutto in secondo piano. è evidente che sono in corso dei grossi cambiamenti, ma non tutti li accettano. “L'uomo nuovo”, casalingo e padre a tempo pieno, viene spesso considerato contro natura. E anche gli scienziati si stanno chiedendo se qualcosa di simile succede tra gli animali. Tra questi sono noti numerosi casi di padri premurosi e riguardano pesci, rane, e uccelli, tra cui lo struzzo. Ma gli uomini sono mammiferi. E i maschi dei mammiferi che si occupano dei figli sono rari e per lo più roditori: il criceto nano, il topo californiano e l'arvicola delle praterie. Che dire allora dei primati, il gruppo che comprende l'uomo e le scimmie?
Effettivamente tra i parenti più prossimi all'uomo, come scimpanzé e gorilla, sono solo le femmine a prendersi cura dei piccoli. Ma ora gli scienziati hanno capito il perché della differenza.
I nostri neonati hanno una testa particolarmente grossa, cosa che rende gravoso portare avanti una gravidanza. Le donne inoltre hanno bisogno di assistenza anche dopo il parto, mentre gli scimpanzé possono tranquillamente trasportare i piccoli sulla schiena, dove questi trovano molti peli a cui aggrapparsi. Per assicurare la sopravvivenza dei piccoli d'uomo occorre quindi che ci sia anche un padre che aiuti la donna ad allevare i piccoli. Ma cosa dà agli uomini la spinta ad occuparsi dei figli?
è un ormone, chiamato prolattina. Stimola l'allattamento e la cura dei piccoli, ma è presente anche nei maschi. Addirittura negli uomini il livello di prolattina si alza del 20 per cento nelle settimane che precedono il parto della propria partner, mentre il testosterone si abbassa del 33 per cento subito dopo il parto. Sarebbero le circostanze quindi a determinare i livelli di questo ormone: quando c'è bisogno di un padre premuroso, la prolattina è pronta ad intervenire.

Fonte: Lanci – New Scientist

Condividi questo articolo