L'uomo Italiano in casa

Basta un anello al dito e diventano subito pigri. Secondo una ricerca scientifica pubblicata sul Journal of Family Issues, gli uomini dopo il matrimonio non avrebbero più voglia di occuparsi delle faccende domestiche e lascerebbero fare tutto alle donne. Lo studio conferemerebbe quindi quello che finora è stato considerato un semplice e banale luogo comune.

A inchiodare il sesso forte stavolta è stata la sociologa Shannon Davis della George Mason University, negli Stati Uniti, che ha studiato ben 17 mila persone di 28 nazioni diverse. Un dato su tutti è quello del tempo medio che l'uomo dedica ai fornelli e alle pulizie della casa: soltanto 9,1 ore contro le 21 delle donne.
A sorprendere è che il dato riguarda tutto il mondo e non risentirebbe quindi delle diversità culturali dei singoli Paesi. Gli uomini sposati in ogni angolo del globo sarebbero più fannulloni dei conviventi, molto più disposti a collaborare in casa. I problemi, allora, iniziano una volta arrivati all'altare. Secondo la sociologa, il matrimonio come istituzione potrebbe provocare un cambiamento nella divisione del lavoro. «La vita coniugale sembra avere un effetto su tutte le coppie ” ha sottolineato Davis – anche su quelle meno tradizionaliste, e i parametri con cui si decide la divisione dei lavori di casa sono gli stessi dovunque». Forse la fede al dito rende più pesanti i lavori domestici? «In ogni caso ” afferma la sociologa – quando si confrontano conviventi e sposati, i primi hanno una divisione più equa. Probabilmente questo è dovuto al fatto che chi va a convivere si aspetta uno stile di vita più egualitario».
Anche se la ricerca non ha riguardato gli uomini italiani, la tendenza alla pigrizia sembra essere una caratteristica tipica degli uomini latini. Infatti, gli spagnoli e i portoghesi sono risultati i peggiori casalinghi. Al contrario i mariti più collaborativi sono quelli che vivono nei paesi anglosassoni. Al primo posto troviamo i mariti australiani, che si occupano del 39,1 per cento dei lavori domestici; seguono quelli statunitensi con il 37,3 per cento. In Europa i mariti migliori vivono nei paesi nordici: al primo posto troviamo la Polonia e la Lettonia con il 38 per cento, seguono la Danimarca con il 37,1 per cento e la Svezia con il 36 per cento. E anche se non è assurdo pensare che il maschio italiano, latino per eccellenza, segua questa tendenza, Fiorenzo Bresciani, presidente dell'Associazione uomini casalinghi, li difende a spada tratta. «Il nostro paese sembra in controtendenza – ha infatti sottolineato Bresciani – Ai nostri raduni vengono molti più uomini sposati, spesso da diversi anni, che hanno capito che è importante collaborare in casa. I conviventi sembrano più pigri.
In generale comunque in Italia gli uomini che prendono coscienza del problema sono sempre di più e la maggiore difficoltà che trovano non è stirare, come si potrebbe pensare, ma la lavatrice». Infatti, secondo i dati dell'associazione, in Italia esistono all'incirca 300- 400 mila uomini casalinghi a tempo pieno.

di VALENTINA ARCOVIO

Fonte:www. ilmessaggero.it

29 Agosto 2007

Pubblicato da:Fiore

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