Mammoni per scelta… economica

Italiani, mammoni. Binomio indissolubile che generazioni dopo generazioni conferma la tradizione del BelPaese, dove la famiglia non solo resta vitale per i legami, ma anche un porto sicuro in quanto a solidarietà e aiuti economici. è questo infatti il succo della nuova indagine Istat sul tema “Parentele e reti di solidarietà, dati 2003″. Secondo la rilevazione dell'Istituto di statistica, ben il 47,1% delle persone tra i 25 e i 34 anni vive ancora con la madre e il 45% insieme al padre.

Una quota elevata, dovuta in parte alla buona salute della popolazione anziana, soprattutto femminile (il 75,1% della popolazione al di sotto dei 70 anni ha la madre vivente, il 64,1% il padre), e in parte alle difficoltà economiche cui va incontro chi esce di casa. Infatti, nel 2003, circa 10 milioni e 700mila persone, pari al 27,6% degli adulti di 18 anni e più usciti dalla famiglia d'origine, hanno dichiarato di essersi trovate in serie difficoltà economiche almeno una volta nel corso della vita, a partire dal momento in cui hanno lasciato la casa dei genitori.

A causare problemi sono principalmente il reddito insufficiente (45,5%), un periodo di disoccupazione (19,7%), l'acquisto o l'edificazione di una casa (14,6%). Se si considerano anche le difficoltà economiche a seguito della nascita di un figlio, la quota raggiunge il 28,4%. E la vita da ‘autonomi' è più dura per le donne. Ben il 45,6% segnala infatti difficoltà dovute a reddito insufficiente, l'8,5% alla nascita di un figlio e il 6% a separazione o divorzio. Al contrario, gli uomini indicano di più motivi riguardanti la disoccupazione (21,2%), la malattia propria o di un familiare (9,9%), l'avvio di un'attività lavorativa (8,2%). Tra coloro che hanno dichiarato di essersi trovati in difficoltà economiche dopo aver smesso di vivere con i genitori, il 76,7% ha superato tale situazione, mentre il 23,3% (circa 2 milioni e 500 mila individui) vi si trova ancora al momento dell'intervista (tra le persone fino a 34 anni, la quota sale al 44,2%). Il 53,7% di chi ha risolto le proprie difficoltà economiche c'è riuscito senza aiuto, il 22% grazie a un prestito, il 14,3% con un regalo.

Ad aver ricevuto un prestito sono più uomini che donne (24,9% contro 19,4%); viceversa, sono state più donne che uomini a beneficiare di un regalo (15,7% contro il 12,8%). Nel 43% dei casi, le persone aiutate hanno ricevuto il denaro dai genitori, nel 23,3% dai suoceri. Per quanto riguarda le persone ancora in difficoltà economiche al momento dell'intervista, il 72,3%, poco più di 1 milione e 800 mila individui, ha dichiarato una durata di oltre tre anni, mentre per il restante 27,7%, ovvero per circa 700 mila persone, le difficoltà sono insorte negli ultimi tre anni. Tra i motivi fondamentali emerge il reddito insufficiente (39,4%). Poco più della metà di coloro che hanno dichiarato di essere in difficoltà al momento dell'intervista non è stato aiutato economicamente (51,7%); tra quelli che hanno ricevuto aiuto, il 53% è stato aiutato dai genitori e il 25,7% dai suoceri. Per gli uomini si tratta prevalentemente di un prestito (il 20,5%, contro il 17,2% delle donne); per le donne di un regalo (il 18,9%, contro il 15,9%).

Ma anche quando i figli hanno formato una nuova famiglia, dice l'Istat, la famiglia d'origine resta un punto di riferimento, spesso rafforzato dalla vicinanza. Le persone che hanno la madre che vive nello stesso caseggiato sono infatti il 5,5%; per l'11,9% la mamma abita entro un chilometro e per l'11,2% nel resto del Comune.

In relazione alla distanza abitativa dal padre, i valori sono rispettivamente del 4,8%, 10,5% e 11%. Risiedere nello stesso Comune della madre o del padre è più diffuso nelle Isole (33,4% e 30%) e nei Comuni centro delle aree metropolitane (33,2% e 33,9%). La frequenza elevata dei contatti conferma l'importanza del rapporto affettivo che lega figli e genitori, soprattutto in alcune aree del Paese: nel Sud e nelle Isole, l'84,7% e l'83% delle persone che hanno la madre non coabitante la vedono almeno una volta a settimana. Tra gli intervistati che hanno il padre non coabitante, le quote sono pari all'80,5% e all'80,6%. Anche i contatti telefonici tra figli e genitori sono frequenti: il 77,6% sente la madre almeno una volta a settimana, il 73,7% sente con la stessa frequenza il padre.

Fonte: Mia ECONOMIA

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