Mani pulite

L'igiene ha ridotto le malattie ma non tutti seguono le regole I risultati a sorpresa di un'indagine sull'uso di acqua e sapone.


di Mariapaola Salmi

Il segreto per contrastare i germi “cattivi” sta nella buona igiene. Personale e domestica, visto che trascorriamo in casa metà della nostra vita. L'Oms stima che il 3,2 per cento dei decessi nel mondo è dovuto ad acqua inquinata e scarse misure igieniche. Né antibiotici né vaccini hanno ridotto le malattie infettive ma acqua e sapone. Tutto con un semplice gesto: lavarsi le mani. L'importanza della pulizia quale fattore di benessere è un dato acquisito ma c'è molto da fare. A dimostrarlo i risultati della ricerca internazionale sostenuta da Reckitt Benckiser e guidata da igienisti e microbiologi dell'Hygiene Council: la gente sa che l'igiene è importante ma non mette in pratica le regole più elementari. Il 67 per cento degli italiani intervistati non lava le mani regolarmente, peggio tedeschi e statunitensi. Tra i giovani e i manager solo il 30 % lava le mani dopo la toilette.
“Dalla ricerca emerge che la casa è considerata al riparo dal rischio di infezioni, in realtà le nostre abitazioni ospitano più germi dei luoghi pubblici”, sottolinea Carlo Signorelli, professore di Igiene e sanità pubblica all'università di Parma. I CDC di Atlanta (Centres for Disease Control and Prevention, organo per il controllo e la prevenzione delle malattie) ritengono la pulizia delle mani l'aspetto più rilevante nella prevenzione delle malattie infettive. “L'igiene è anche educazione ad un sano stile di vita che esalta il rispetto di sé e dell'altro”, commenta Gaetano Maria Fara, direttore del Dipartimento di scienze e sanità pubblica alla Sapienza di Roma.

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