Meno consumi e più risparmi per gli italiani

Con l'economia italiana come la Cenerentola d'Europa, le famiglie hanno cambiato la loro propensione al risparmio. Nell'ultimo anno, infatti, sono diventate sempre più diffidente agli investimenti, ma allo stesso tempo hanno scelto di indebitarsi grazie alla formula del credito al consumo.

A scattare la fotografia all'economia italiana è l'Istat che nel rapporto Italia 2004 ha affrontato anche gli aspetti principali del risparmio delle famiglie.

Emerge così che gli italiani, nonostante un reddito disponibile lordo stabile rispetto al 2003 (4,1%), ma nell'incertezza dell'andamento economico, hanno ridotto i consumi (con una sostenuta crescita del risparmio pari al 9,3%) o almeno la propensione al risparmio che si è portata dal 13,7% del 2003 al 14,4% del 2004. Il potere d'acquisto del reddito disponibile, invece, ha raggiunto quota 1,8%, rispetto all'1,6% del 2003 e allo 0,7% del 2002. Mentre la propensione al consumo, che nel 2001 aveva mostrato un incremento dell'87,6%, è andata calando portandosi nel 2004 all'86,4%. La spesa delle famiglie è, infatti, cresciuta solo del 3,2%, inferiore quindi a quella del reddito.

In particolare, sono cresciuti gli acquisti di beni durevoli che in termini reali sono aumentati dell'8%, sostenuti soprattutto dal ricorso del credito al consumo. è la corsa sfrenata verso il mattone che ha provocato un aumento della richiesta di finanziamenti, trainata dall'andamento dei tassi d'interesse ai minimi storici.

Mentre le spese dei beni non durevoli sono calate dello 0,8% con le contrazioni maggiori che hanno riguardato la quasi totalità dei capitoli come i beni alimentari (-0,4%), il vestiario e calzature (-0,3%). In forte calo anche i servizi (-1,3%) e i consumi per combustibile (-3,4%), penalizzati dall'aumento dei prezzi.

Capitolo a parte per l'inflazione. Nonostante l'indice sia tornato in linea con la media dell'eurozona, il caro prezzi è comunque cresciuto. Nel 2004 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività ha registrato un incremento del 2,2%, inferiore all'anno precedente (2,7%), con una tendenza al rallentamento proseguita nei primi mesi del 2005 durante i quali la variazione tendenziale è stata pari all'1,9%.

Fonte:Miaeconomia

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