Mi vergogno di essere italiano

E’ difficile trovare la parole giuste per esprimere un sentimento di fronte alla morte scelta volontariamente da Dj Fabo. Vergogna, forse è quella giusta. Vergogna di essere cittadini di un Paese che nella sua classe politica si mostra impietoso, crudele, bacchettone. 

Politici sordi ai drammatici gridi di aiuto che vengono ormai da tanti anni da parte di persone condannate due volte.La prima per la malattia o l’incidente da cui sono stati colpiti e che li ha privati delle libertà essenziali, muoversi, parlare, accudirsi, accarezzare i propri cari; la seconda per l’impossibilità di scegliere come uscire da questa situazione tragica, che a loro giudizio rende invivibile la loro giornata, la loro vita.

Non solo per il dolore fisico che spesso si associa a questo stato di pura sopravvivenza fisica, ma anche e a volte soprattutto per la disperazione loro e delle persone che li amano di fronte ad un futuro immodificabile.

In tanti paesi, dalla altissima civiltà e dalla forte tradizione cattolica, chi si trova in tale situazione ha la possibilità di scegliere il momento di liberarsi dalla gabbia che li soffoca, in modo indolore e soprattutto circondato dai propri cari, dai ricordi di una vita. Prima di questa decisione hanno la possibilità di parlare con psicologi, medici, altri specialisti che li aiutano a capire se davvero questa scelta tragica è quella che desiderano e se non ci sono condizionamenti esterni, anche familiari, o se non sia una decisione dovuta a momentaneo sconforto o depressione. Solo dopo si attiva la procedura che porta alla sedazione e alla morte.

In Italia, invece, questo non è possibile. E chi vuol fare questa scelta è costretto ad andare lontano, in Svizzera o in altri paesi, con una spesa notevole e soprattutto senza essere circondato dai suoi affetti umani e materiali. Altri si arrogano il diritto di decidere, negando loro questa possibilità. Così è stato per Eluana Englaro, per Piero Welby e per tanti altri, uomini e donne, che per attuare la loro libera scelta di chiudere una vita diventata insopportabile hanno dovuto emigrare!

Politici ottusi, chiusi nella loro torre d’avorio, negano da anni questa possibilità, non riuscendo ad approvare una legge che riconosca a queste persone la dignità di una decisione libera e consapevole. Politici gretti che magari si trincerano dietro presunti vincoli di fede, come se il Dio in cui credono fosse un perfido aguzzino e non Amore infinito, come tutte le religioni proclamano.

In queste situazioni allora davvero ci si vergogna di essere italiano. Mi vergogno di avere questi rappresentanti politici imbelli e impotenti. Mi vergogno per loro che invece continuano ipocritamente a dichiarare dolore ma continuano a infliggere sofferenze e disperazione.

@Antonio Longo

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