Minori, Corte di Giustizia Ue: anche i nonni hanno diritto di visita

Il diritto di visita è anche quello dei nonni nei confronti dei nipoti. Lo ha stabilito oggi la Corte di giustizia dell’Unione europea, chiarendo che il diritto di visita comprende non solo quello dei genitori ma anche quello di altre persone importanti nelle relazioni personali dei minori, come appunto i nonni. La pronuncia scaturisce dalla battaglia di una nonna, cittadina bulgara, che aveva chiesto di poter vedere regolarmente il nipote residente in Grecia. 

Dopo il divorzio dei genitori, il minore risiede abitualmente col padre in Grecia. La nonna materna, cittadina bulgara, ha chiesto di ottenere un diritto di visita nei confronti dei nipote, e non avendo ottenuto sostegno delle autorità greche si è rivolta alla giustizia bulgara. La donna ha chiesto di poter vedere regolarmente il nipote un week-end al mese e di poterlo ospitare a casa propria due volte all’anno per un periodo di due o tre settimane durante le vacanze del giovane. I giudici bulgari di primo grado e di appello hanno respinto la domanda per proprio difetto di competenza, in quanto un regolamento dell’Unione (regolamento Bruxelles II bis) prevede la competenza dei giudici dello Stato membro nel quale il minore risiede abitualmente, in questo caso quelli della Grecia. La Corte suprema di cassazione delle Bulgaria ha portato il caso alla Corte di Giustizia per sapere se il regolamento europeo si applichi o meno al diritto di visita dei nonni.

Oggi la Corte, dopo aver ricordato che questo regolamento riguarda tutte le decisioni in materia di responsabilità genitoriale e che il diritto di visita è considerato come una priorità, sottolinea che il legislatore dell’Unione ha scelto di non limitare il numero di persone possibili titolari della responsabilità genitoriale o di un diritto di visita. Così, secondo la Corte, “la nozione di «diritto di visita» comprende non soltanto il diritto di visita dei genitori nei confronti del loro figlio minore, ma anche quello di altre persone con le quali è importante che tale minore intrattenga relazioni personali, segnatamente i suoi nonni”. Nell’interesse del minore, la Corte ha precisato che  uno stesso giudice deve statuire sui diritti di visita, in linea di principio quello della residenza abituale del minore.

 

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