Mobile banking, Abi Lab: nel 2015 sempre più operazioni fatte da smartphone e tablet

Mobile banking, Abi Lab: nel 2015 sempre più operazioni fatte da smartphone e tablet

5,5 milioni gli utenti attivi della banca in “mobilità” nel 2015, con una crescita del 15% sull’anno precedente. Il 2015 è dunque l’anno del sorpasso delle connessioni “mobile” ai servizi bancari, rispetto a quelle effettuate da PC, confermando la tendenza che vede la vita online degli italiani sempre più legata a smartphone e tablet. Secondo il rapporto annuale, realizzato da Abi Lab, il Consorzio per la Ricerca e l’Innovazione per la banca promosso dall’Abi, in collaborazione con la School of Management del Politecnico di Milano, il 64% degli utenti attivi su canali “Mobile” utilizza il servizio da smartphone (2,9 milioni), il 27,5% dal sito Mobile (1,2 milioni), mentre il restante 8,5% dal tablet (460 mila). Coloro che sono rimasti affezionati agli accessi da PC, affiancano sempre più spesso anche la comodità dello strumento mobile: il 29% degli utilizzatori di Home Banking tramite PC utilizza infatti anche lo smartphone per accedere ai servizi bancari, con una crescita del 22% rispetto al 2014.

L’accesso ai servizi di Home Banking in mobilità è agevolato dall’utilizzo delle App che tutte le banche ormai hanno implementato e reso disponibili per i due principali sistemi operativi (iOS e Android), mentre il 64% degli istituti bancari è già posizionata anche su Windows. Tra le funzionalità a disposizione degli utilizzatori, vi è la possibilità di pagare i bollettini (82% su smartphone, 87% su tablet). Tra gli altri servizi, spiccano i trasferimenti di denaro tra persone e i prelievi da sportelli automatici senza l’utilizzo della carta che, stando alle previsioni delle banche, tra 3 anni saranno presenti su più di 8 realtà su 10.

Quando si parla di Internet e di online banking non ci si può sottrarre dall’affrontare anche il discorso sulla sicurezza. A fronte del crescente utilizzo di smartphone e tablet da parte della clientela, le banche hanno introdotto strumenti in grado di monitorare eventuali anomalie rispetto a transazioni condotte via App o altre piattaforme Mobile (61%), di effettuare un’analisi di semplice accesso al sito Mobile (54,5%) e alla App (43%) o di rilevare malware (codice che può permettere al truffatore l’accesso ad informazioni riservate) nei dispositivi mobili dell’utente (25,1%).

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