Mondo Convenienza vs Movimento Consumatori: ricorso accolto in minima parte

Mondo Convenienza vuole “fare chiarezza sull'effettiva portata del ricorso” presentato dal Movimento Consumatori e precisa che “un'analisi corretta dal dato letterale della pronuncia del Tribunale di Roma sconfessa e limita i contenuti del comunicato dell'Associazione Movimento Consumatori, escludendo la ricorrenza di pratiche commerciali scorrette e ribadendo la serietà professionale e commerciale di Mondo Convenienza”.

è quanto informa oggi l'azienda in una nota: “Con riferimento all'azione promossa dall'Associazione Movimento Consumatori tesa a denunciare presunte prassi commerciali scorrette da parte del Gruppo Mondoconvenienza e, in particolare delle società commerciali Elisa s.r.l. e Stella Mobili s.r.l., Mondo Convenienza annuncia con soddisfazione che il ricorso presentato da parte dell'Associazione non ha trovato accoglimento, se non in minima parte“. L'azione, spiega Mondo Convenienza, riguardava “presunte inottemperanze all'obbligo di provvedere alla riparazione e/o sostituzione dei beni difettosi, nonché presunte irregolarità delle clausole di vendita, inerenti alla supposta omessa indicazione dei termini per la consegna”.

Mondo Convenienza intende evidenziare il ricorso presentato dall'associazione è stato accolto “solo il minima parte, con esclusivo riferimento alla mancata indicazione del termine di consegna dei soli beni su misura, problematica, peraltro, già risolta dall'Azienda in corso di Giudizio. Mondo Convenienza, infatti, aveva già previsto una scontistica per il mancato rispetto della settimana indicata per la consegna al momento della conferma dell'ordine, e, in adempimento al disposto del Tribunale, provvederà ad attuare i necessari accorgimenti per i beni su misura”.

L'azienda prosegue ricordando che vengono rispettate le previsioni del Codice del Consumo. E precisa: “Il Tribunale di Roma ha inoltre affermato che le violazioni denunciate all'Associazione si presentano come legate a vicende specifiche ed isolate, per le quali non può che attivarsi la tutela individuale del singolo contraente, implicante anche la puntuale  e previa verifica delle condizioni prescritte per poter far valere il diritto alla sostituzione del bene. Inoltre, il Giudice nell'Ordinanza in questione, riporta testualmente ‘Va poi osservato che la portata limitata della misura cautelare correlata all'art. 140 VIII co., del Codice del consumo e la circostanza che il rimedio in parola sia previsto per la sola inibitoria, non consente di dare ingresso, in questa sede, alle richieste dell'Associazione Movimento Consumatori volte ad ottenere che sia ordinato alle società resistenti di indicare, nella proposta d'ordine, la data di consegna verbalmente comunicata'”.

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