Moneta elettronica, nuovi tetti alle commissioni di carte di debito e credito

Il 9 giugno è ormai divenuto pienamente operativa nel nostro Paese l’ultima tranche Regolamento UE 2015/751 sulle commissioni interbancarie per le operazioni di pagamento effettuate con carta di debito (bancomat) e di credito. Le nuove commissioni interbancarie, cioè quelle pagate dai commercianti alle banche, dovranno essere non superiori allo 0,3% per i pagamenti con carte di credito e non superiori allo 0,2% per i pagamenti con carte di debito. Il Regolamento si applica a bancomat e carte di credito del circuito Visa, Mastercard, PagoBancomat.

Non si applica, almeno per il momento, a carte prepagate e carte del circuito American Express e Diners.

Partendo dalla considerazione che una frammentazione del mercato interno è dannosa per la competitività, la crescita e l’occupazione dell’Unione, la Commissione ha inteso promuovere e agevolare l’uso dei pagamenti elettronici a vantaggio di esercenti e consumatori rimuovendo tutti gli ostacoli che impediscono il funzionamento efficiente del mercato delle carte di pagamento, uniformando i livelli delle commissioni interbancarie nei diversi Paesi della UE e riducendo e fissando dei tetti alle commissioni interbancarie per agevolare sia i commercianti che i consumatori.

La riduzione delle commissione dovrebbe avere l’effetto di abbassare anche i prezzi, mentre a livello di mercato sarà possibile una maggiore tracciabilità dei pagamenti, e ad uno sviluppo delle transazioni transfrontaliere. Walter Meazza, presidente di Adiconsum ha espresso la sua soddisfazione nei confronti dell’allineamento dell’Italia alla norma europea: “Ci auguriamo e ci aspettiamo che ciò accada e che i consumatori possano finalmente esercitare anche il loro diritto di scegliere la modalità di pagamento più conveniente. Invitiamo quindi i consumatori a segnalare alle sedi territoriali Adiconsum eventuali criticità riscontrate con i commercianti e con le banche, nell’applicazione della nuova normativa”.

Tuttavia, già a dicembre 2015, quando i Regolamento Ue è stato varato, Federconsumatori e Adusbef avevano sollevato alcuni dubbi riguardo ai possibili benefici per il consumatore: “I nuovi limiti decisi dall’Ue difficilmente si tradurranno in una riduzione dei prezzi di beni e servizi, essendo noto l’agire degli esercenti, che per rifarsi dai costi delle tariffe bancarie, tendono ad addossare sui consumatori i costi delle transazioni” dichiaravano infatti le due Associazioni.

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