Multe fino a 25 mila euro per pubblicità ingannevole

Entra in vigore la legge che riforma la normativa sulla pubblicità ingannevole e comparativa (la così detta legge Giulietti, la numero 49 del 2005). Questo significa multe salate per i trasgressori fino alla sospensione dell'attività per un massimo di 30 giorni. Lo rende noto l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Ma cosa s'intende per pubblicità ingannevole? Qualsiasi pubblicità che in qualunque modo, possa indurre in errore le persone alle quali è rivolta e che, a causa del suo carattere ingannevole, possa pregiudicare il loro “comportamento economico” o che, per questo motivo, possa danneggiare un concorrente.

La nuova legge attribuisce all'Autorità maggiori poteri sia per quello che concerne l'attività istruttoria, sia in relazione alle misure da adottare per reprimere il fenomeno dell'ingannevolezza dei messaggi pubblicitari. Si fa riferimento, in particolare, al rafforzamento dello strumento sanzionatorio. Fino ad ora, infatti, l'Autorità aveva il potere di inibire l'ulteriore diffusione del messaggio ingannevole e di ordinare la pubblicazione sugli organi di informazione, di una comunicazione rettificativa che contenesse un estratto della decisione dell'Autorità con cui si giudicava ingannevole un dato messaggio. Dall'entrata in vigore della nuova normativa, invece, l'Autorità ha anche il potere di irrogare multe che potranno variare, tenuto conto della gravità e della durata della violazione, tra i 1.000 e i 100.000 euro.

Nei casi in cui i messaggi ingannevoli riguardano la pubblicità di prodotti pericolosi per la salute e la sicurezza dei consumatori o pubblicità che minacci la sicurezza o abusi della naturale credulità di bambini o adolescenti, la sanzione non può essere inferiore a 25.000 euro. E' stata inoltre completamente modificata la disciplina dell'inottemperanza alle decisioni dell'Autorità, per la quale era precedentemente prevista la competenza del giudice penale. Da ora in poi, infatti, l'Autorità può intervenire direttamente nei confronti dell'operatore pubblicitario che non ha ottemperato alla pronuncia adottata nei suoi confronti, irrogando multe e, nel caso di reiterata inottemperanza, disponendo la sospensione dell'attività per un periodo di massimo 30 giorni.

Per quanto riguarda i maggiori poteri istruttori si segnala l'attribuzione all'Autorità del potere di richiedere copia del messaggio pubblicitario all'operatore pubblicitario o al proprietario del mezzo di diffusione anche in caso di opposizione da parte di questi soggetti. A ciò si aggiunge il potere di irrogare sanzioni pecuniarie nei casi di inottemperanza alle richieste di fornire informazioni o la documentazione necessaria per lo svolgimento dell'istruttoria, sanzioni che sarebbero di importo maggiorato nel caso in cui siano state fornite false informazioni.

Un'altra novità, infine, consiste nel fatto che l'Autorità può attivare il potere ispettivo per l'acquisizione della copia del messaggio affidando l' incarico alla Guardia di Finanza, seguendo le procedure già consolidate in materia di concorrenza nell'applicazione della legge antitrust. Per adempiere ai nuovi compiti l'Autorità ha deciso, inoltre, di istituire una direzione che si occuperà specificatamente di pubblicità.

Per difendersi da messaggi promozionali che “promettono e non mantengono”, l'Autorità garante per la concorrenza consiglia di verificare sempre che il prezzo indicato sia comprensivo di oneri o spese accessorie (iva, scatto alla risposta, quote di iscrizione, spese di consegna) e di diffidare dai messaggi che promettono risultati miracolosi (ad esempio prodotti o cure dimagranti e cosmetici). Inoltre, suggerisce di fare attenzione alla completezza del messaggio ed assumere tutte le informazioni utili. E' necessario, infatti, sempre controllare l'effettiva convenienza delle operazioni promozionali (sconti, liquidazioni, numero effettivo dei pezzi disponibili, tariffe). Da non dimenticare, poi, che molto spesso il messaggio pubblicitario non è riconoscibile in quanto è mascherato, ad esempio, sotto altre forme (pubblicità redazionale, product placement, pubblicità subliminale, offerte di lavoro).

Michela Di Carlo

Fonte: Miaeconomia

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