Multe in aumento, dal 1° gennaio arrivano i rincari

Colpa di un articolo del 1992 del Codice della Strada. Multe in aumento ogni due anni, ma stavolta non ci saranno salassi

Sarà anche banale a dirsi ma è quantomai veritiero: possedere un’automobile diventa sempre più un lusso a cui molti non possono più far fronte. Il caro Rca incede senza sosta, e i guidatori hanno imparato a difendersi sfruttando i vantaggi del libero mercato, dimostrandosi sempre più abili nel visionare preventivi e porre le polizze Linear a confronto con quelle di Genialloyd, Quixa, Direct Line ecc., riuscendo a scovare le tariffe più convenienti. Il caro-benzina è una croce che gli italiani hanno imparato a portare con stoica sopportazione (e nel frattempo cresce il mercato dell’ibrido). Ora ne arriva un’altra, multe in aumento a partire dal 1° gennaio prossimo.

Tutta ‘colpa’ di una legge del Codice della Strada, la n. 195 del 1996, che dispone di provvedere “all’aggiornamento delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dal citato Nuovo Codice della strada, in misura pari all’intera variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, media nazionale”. Ogni due anni, in pratica, il prezzo delle sanzioni per violazione al Codice della Strada viene modificato (rialzato) in base all’oscillazione dei prezzi medi di beni e servizi.

Multe in aumento, dunque, ma di poco. L’oscillazione si attesta su un +0,7%, che si traduce in un aggravio di qualche euro, tra 1 e 3, per sanzioni di poco conto, fino ai 10-12 euro per quelle più severe. Da quando esiste la suddetta legge, si tratta del rincaro più contenuto che sia mai stato registrato. E sono soddisfazioni, direbbe qualcuno.

Intanto Asaps (Associazione sostenitori e amici della Polizia Stradale) muove una voce di dissenso contro i nuovi rincari e chiede di porre fine agli aumenti. Si prepara l’undecismo aumento conecutivo, che non sarà significativo nella sostanza, ma lo è nei modi e nell’atteggiamento dell’autorità, un provvedimento che, riferiscono i vertici dell’ente: “Francamente nessuno, nemmeno la macchina della Pubblica Amministrazione, sente il bisogno ora di dare esecuzione a una norma che sarebbe da tutti considerata come una vera e propria vessazione”.

Asaps sottolinea come, a fronte di un aumento delle multe che si perpetra con cadenza biennale dai primi anni ’90, gli stipendi dei cittadini sono fermi a vent’anni fa. Il potere d’acquisto, dunque, si riduce sensibilmente, e lo Stato continua a stringere la morza sui portafogli della cittadinanza, che intanto si fanno sempre più leggeri.

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