Natale, Unc: il cenone si può fare buono e low-cost

A meno di una settimana dal cenone di Natale, Unione Nazionale Consumatori offre i consigli per organizzare la cena e il pranzo di Natale all’insegna del risparmio, della tradizione e della qualità.

UNC consiglia, quindi, di fare un giro prima di scegliere dove compare per confrontare le offerte; scegliere con cura dove acquistare: discount, supermercato, ipermercato, negozio, mercato, in quanto non sempre uno solo è più vantaggioso, ma dipende dal tipo di prodotto e dalle offerte in corso; ridurre le quantità, i prodotti devono al massimo fino a Santo Stefano; stilare una lista con il necessario da comprare, altrimenti il rischio è venir preso dall’entusiasmo dello shopping e si rischiano acquisti inutili; acquistare frutta e verdura di stagione e dire di no, quindi, alle primizie che troppo spesso si trovano sui banchi dei mercati il periodo di Natale e che provengono da tutti i paesi del mondo; fare attenzione alla durata del prodotto e ai pacchi regalo che possono contenere prodotti in scadenza; fare attenzione alle offerte sottocosto, in quanto si tratta di prodotti “civetta” che servono per attirare, ma non sempre sono convenienti; le offerte promozionali possono essere molto vantaggiose, ma bisogna verificare con attenzione l’effettiva convenienza sia in termini di prezzo che di quantità; i cesti gastronomici sono un regalo utile e gradito, controllare sempre la scadenza dei prodotti; tra gli spumanti italiani a prezzi ragionevoli, preferire quelli a fermentazione naturale.

“In vista del cenone e del pranzo natalizio, abbiamo pensato di suggerire agli italiani come fare un pranzo e una cena di Natale low cost, senza rinunciare alla qualità e alle prelibatezze della tradizione”. Afferma Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Scegliendo, per esempio, con cura il canale di vendita a seconda dei prodotti da acquistare, oppure facendo una lista dettagliata delle cose necessarie da comprare si possono contenere i costi senza sacrificare qualità e le squisitezze della tradizione. Infatti, differenziando il tipo di esercizio si possono avere risparmi notevoli che possono arrivare anche al 40%”.

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