Noi Italia 2016, Istat fotografa un Paese diviso (ancora) a metà

La vecchia divisione Nord/Sud del nostro Paese non è poi così tanto vecchia. Regge eccome e ad attestarlo è il Rapporto dell’Istat “Noi Italia” del 2016 che fotografa quasi due paesi distinti: un Nord-Italia con una ricchezza doppia rispetto al Sud. Il Pil pro capite al Nord si aggira sui 30mila euro (29.734 euro nel Nord Est e 30.821 euro nel Nord Ovest) mentre al Sud si attesta a 16.761 euro. Sono dati del 2014, con una media nazionale di 25.256 euro, la più bassa dal 2004. Ci sono grandi differenze sul territorio: si va dalla provincia autonoma di Bolzano con il livello più alto, alla Calabria con il più basso.

“Il pil pro capite nelle regioni meridionali – sottolinea l’Ufficio economico della Confesercenti – si è ridotto nei 7 anni di quasi il 14%, mentre quello del Nord dell’11%. Quindi se nel 2007 il prodotto  medio per abitante al Sud era il 57% di quello di un abitante del Nord, nel 2014 è diventato il 55% circa. Sale di molto nel periodo anche l’incidenza della povertà relativa (percentuale delle famiglie con spesa pari o al di sotto della soglia di povertà relativa) nel Mezzogiorno: era il 18,6% nel 2007, diventa  il 21,1% nel 2014 (+2,5 punti),mentre la media italiana passa da 9,9 a 10,3″.

“Queste percentuali delineano con evidenza lo stato di difficoltà in cui si trova il Sud d’Italia, amplificato da una lunga e drammatica crisi economica e da una ripresa che stenta a prendere forza. Di fronte a questo quadro è sempre più urgente mettere in campo misure capaci di rimuovere gli ostacoli al rilancio delle imprese, soprattutto di piccole dimensioni, a partire dall’accesso al credito che al Sud è ancora più difficile che altrove”.

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