Non chiamateli incidenti

La violenza domestica come fenomeno epidemico”. Così il procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Verona, Guido Papalia, ha aperto la conferenza stampa di presentazione del volume dell'Ispesl “Violenza domestica, un ossimoro da svelare e comprendere.

La pubblicazione è stata realizzata dall'Osservatorio epidemiologico nazionale sulle condizioni di salute e sicurezza negli ambienti di vita, in collaborazione con la procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona, il dipartimento di Medicina e Sanità pubblica dell'università di Verona, l'Azienda Ospedaliera di Verona e il dipartimento di Prevenzione U.O.P.S.A.L. dell'Azienda per i servizi sanitari numero1 di Trieste.

“Sotto il nome di infortunio domestico – ha detto Papalia – spesso si nasconde una violenza. I dati segnalati al pronto soccorso sono nella maggior parte dei casi registrati con il nome 'violenza altrui' a causa della reticenza da parte della famiglia a dichiarare la violenza praticata tra le mura domestiche. Per questo, è necessario dare un nome a questo fenomeno drammatico e combattere la paura di denunciare questo tipo di violenza”.

“L'elevato scarto tra il dato reale del crimine commesso in casa e il fenomeno registrato presso l'istituzione – ha detto Aldo Celentano, della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Verona – complica il lavoro di ricerca. Il coraggio nel segnalare la violenza spesso è legato alla volontà da parte della vittima di mettere fine al rapporto familiare”.

Fonte: www.retepariopportunita.it

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